Siria, per non dimenticare: Fatima uccisa insieme al figlio in grembo

9 settembre  2012 Bweda4 settembre 2012 – Bweda, provincia di Homs

Fatima Mohammed Khosrof era una giovane sposa siriana, in  attesa del suo primo bimbo, al nono mese di gravidanza. Il parto cesareo era previsto per la mattina del 5 settembre 2012. Avrebbe dato alla luce un maschietto, che avrebbe chiamato Abdul Majid Khalid Al Kassim.

Il pomeriggio del 4 settembre, invece, durante il bombardamento sul villaggio di Bweda, in provincia di Homs, Fatima è rimasta uccisa e con lei il piccolo Abdul Majid, che era ancora nel suo ventre, ormai pronto per nascere e che, invece, non ha mai emesso neppure il suo primo vagito.

Fatima non ha mai visto il suo bimbo, non lo ha mai stretto tra le sue braccia. Lo ha stretto il giovane padre, un uomo distrutto dal dolore. Un video lo ritrae mentre dà loro l’ultimo addio, li bacia, li stringe a sé, li accompagna fino al camposanto.

Abdul Majid è stato seppellito insieme alla madre; lo hanno sistemato sul ventre della donna, in un abbraccio eterno. Se ne sono andati insieme, lasciando solo il marito e padre inconsolabile.

Fatima e suo figlio sono l’emblema di un popolo martoriato, mentre il giovane uomo è l’emblema di un’umanità a cui hanno strappato ogni gioia, ogni affetto, la loro stessa vita. Questa giovane famiglia siriana distrutta è il simbolo del dramma che dal 2011 colpisce la Siria. Non dimenticare la loro storia, i loro visi, la tragedia che li ha colpiti significa non consegnare all’oblio le vite strappate di tanti innocenti.

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