Aleppo – Ancona: il viaggio di una vita

601389_547117075333529_1829786181_nPotrei paragonare la mia vita a un ponte, teso,  intento a collegare due sponde: la Siria, mia terra d’origine e l’Italia, mia patria adottiva.

Potrei paragonarla anche ad un arco: anch’esso teso, con le sue estremità che si uniscono solo se flesse; nel suo essere curvo diventa uno strumento utile, capace di far arrivare lontano le sue frecce.

In questa tensione nasce il mio essere giornalista: a cavallo tra due mondi, intenta ad ascoltare, osservare, indagare due mondi e raccontarli.

Non concepisco i muri; non concepisco la staticità. Tutto è il contrario di ciò che sembra. Tutti odiano tutti perché credono di avere più ragione degli altri. Tutti cercano di fare rumore.

Il mio essere giornalista mi porta ad ascoltare chi non ha voce, raccontare ciò che non viene detto, rinnegare l’evidenza e cercare ciò che va oltre “le cose note”.

Questo blog vuole tentare di essere il mio ponte, la mia freccia.

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One thought on “Aleppo – Ancona: il viaggio di una vita

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  1. Ciao Asmae,
    ieri a Cupramontana ci hai aperto gli occhi sulla gravità di questa guerra assurda come tutte le guerre che si combattono e che sono state combattute.
    Ci hai fatto vedere i volti delle persone che hanno perso la vita senza una ragione. Ed è stato importante perché quando si sente parlare di 10-100-1000 morti non se ne comprende la gravità in quanto è troppo grande la tragedia e va oltre la nostra consapevolezza. Ma quando si parla di una sola persona che ha perso la vita e si parla di chi era, di ciò che faceva, dei suoi affetti, dei suoi progetti e tutto il resto che rende tale una vita, allora i nostri sensi si risvegliano e ci si immedesima nella tragedia.
    Ieri è stato veramente toccante ascoltare i tuoi racconti e quello che mi è rimasto è un senso di rabbia e impotenza.
    La rabbia è normale di fronte a simili realtà. L’impotenza però è triste perché capire che non abbiamo possibilità di risolvere una situazione pilotata da persone, se tali possiamo chiamarle, che calpestano ogni minimo diritto umano per soddisfare le proprie ambizioni di ricchezza e di potere.
    Possiamo fare le donazioni, comprare libri, mandare vestiti e medicinali. Forse riusciremo a dare sollievo anche per un solo giorno ad un bambino e questo è già importante. Ma questo non basta a risolvere una situazione del genere.
    Purtroppo passato il momento iniziale delle tragedie, si cambia canale, si volta pagina, si clicca su un altro sito, come se il dramma fosse passato. E invece no.
    Quello che tu fai è un grande sforzo e molto importante per la tua gente e per il resto del mondo. L’informazione è l’arma più importante contro queste dittature, contro questa gente senza anima.

    Grazie.

    Mi piace

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