Chi sono – about me

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Asmae Dachan, giornalista professionista, fotografa, poetessa e scrittrice italo-siriana.

Esperta di Medio Oriente, Siria, Islam, dialogo interreligioso, immigrazione, terrorismo internazionale, e lavoro. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti delle Marche dal 2010, lavora come freelance per diverse testate nazionali e internazionali, tra cui Avvenire, Panorama, The Post Internazionale, il Venerdì di Repubblica, Senza Filtro, Confronti, Vita non Profit. È responsabile dell’Ufficio Stampa della Fondazione Lavoroperlapersona. Ha lavorato in Italia, Siria, Giordania, Turchia, Grecia, Gran Bretagna, Belgio ed Etiopia.

È creatrice e autrice del blog Diario di Siria – “Scrivere per riscoprire il valore della vita umana” e del podcast “Siria, guerra e gelsomini”.

È attivista per la pace e la non violenza e dal 2013 è stata nominata a vita Ambasciatrice di Pace dell’Università per la Pace della Svizzera. Da aprile 2018 è collaboratrice permanente dell’Università per la Pace delle Marche e membro del Comitato Scientifico della Scuola di Pace di Senigallia.  Dal 2017 è volontaria soccorritrice della Cri – Croce Rossa Italiana – Comitato di Castelplanio.

Il 2 giugno 2019 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il 15 luglio 2019 ha ricevuto il premio Articol21 per la libertà di stampa. Il 13 ottobre dello stesso anno ha ricevuto il “Premio Italia diritti umani 2019” assegnato dalla Freelance International Press in memoria di Antonio Russo; il 31 ottobre ha ricevuto il premio giornalistico “Mimmo Castellano” assegnato dall’Associazione Giornalisti Campania Valle del Sarno – Ordine dei Giornalisti e Movimento Unitario Giornalisti.

A novembre 2018 il suo romanzo “Il silenzio del mare” Castelvecchi editore, dedicato alla tragedia in Siria, è finalista al Premio Piersanti Mattarella. Nel 2018 ha ricevuto diversi riconoscimenti:

  • Il Premio “Per la Pace e l’integrazione tra i popoli” nell’ambito del Festival Giornalisti del Mediterraneo con il reportage “Porto Franco” pubblicato su Panorama.
  • il Premio Kapuschinski per i video reportage nell’ambito del Festival della Letteratura di viaggio in onore dei citizen reporter siriani.
  • La nomina di Cavaliere dell’Accademia della Crescia per meriti culturali
  • Il Premio Nazionale “Il coraggio delle donne” assegnato dal Comune di Mondolfo e dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche.

Nel 2017 ha ricevuto il secondo premio nel concorso letterario nazionale “Incrociamo le penne”, per la sezione narrativa con il racconto “Donne al buio”. Il 9 aprile dello stesso anno è stata nominata socia onoraria dell’Associazione culturale Euterpe.

Nel 2016 ha ricevuto il premio GIULIA – Forum delle Giornaliste del Mediterraneo e il premio della giuria al Concorso Giornalisti del Mediterraneo con il reportage pubblicato su Panorama: “Io, nella tana degli uomini bomba”.

Nel 2015 l’Ordine dei Giornalisti delle Marche le ha assegnato il premio ‘A passo di notizia’ per i suoi reportage in Siria. Al premio è annessa la mostra fotografica “Siria, tra macerie e speranze”.

Nel 2014 ha ricevuto il Master honoris causa in giornalismo assegnato dalla European Muslim League e dal IUOP International University of Peace. Nello stesso anno è stata insignita del Premio Universum Donna 2013 – sezione giornalismo.

Ha conseguito una laurea magistrale con dichiarazione di lode in Editoria, Informazione e Sistemi Documentari, all’Università degli Studi di Urbino e un Master in General Management alla Sida Ancona. Nel 2010 ha vinto il premio speciale della giuria al concorso Trofeo Penna d’Autore con il suo primo romanzo “Dal quaderno blu”, Libertà edizioni, 2009. È autrice delle sillogi poetiche “Tu, Siria” – Comunication Project Editore, 2013 e “Noura”, Blu di Prussia editore, 2016. È coautrice di diversi libri di narrativa e poesia.

“Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, di non essere mai vissuto”.  David Thoreau