“L’archivio del male” che inchioda Assad

Articolo sull'”archivio del male di Assad” scritto da Christina Lamb, corrispondente del Sunday Times, tradotto in italiano da Mary Rizzo per il sito Levocidellaliberta.com

Le Voci della Libertà

ghouta childrenUna vasta quantità di documenti fatta uscire clandestinamente dalla Siria mostra come gli ordini di tortura e omicidio arrivino direttamente dal presidente Assad

Di Christina Lamb, Corrispondente degli esteri per The Sunday Times, tradotto da Mary Rizzo

Le montagne di 265 scatole di cartone marrone, tutte identiche tra loro, che sono depositate sugli scaffali metallici sembrano innocue. Ma sono custodiate in un caveau chiuso a chiave, controllato da telecamere di sicurezza in un luogo segreto in una città europea e il loro contenuto è agghiacciante.

Contengono un milione di pagine di documenti, compresi i briefing d’intelligence segreti, che descrivono dettagliatamente la tortura sistematica e l’omicidio degli oppositori. Sulla maggior parte di queste pagine è impresso  il falco in rilievo, simbolo del regime siriano, e alcuni portano la firma del presidente Bashar al-Assad in persona.

È la più grande e più incriminante raccolta di documenti mai raccolti su una guerra ancora in…

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Il giornalista Alae al Khader al Khalidi ucciso sotto tortura

"Il 12 luglio abbiamo avuto la notizia ufficiale che mio fratello è morto sotto tortura in un ramo della Sicurezza militare" ha dichiarato Mahmoud, fratello del giornalista Alae al Khaled al Khalidi arrestato nel 2016. Originario di Homs, classe 1992, Alae era noto tra gli operatori dell'informazione siriani per il suo impegno nel raccontare la... Continue Reading →

Siria, otto anni dopo

Diciotto bambini e l'inizio di una rivoluzione. Marzo 2011, a Dar'a città nel sud della Siria, non lontano dalle alture del Golan e dal confine con Libano e Giordania, alcuni ragazzini di una scuola media scrivono sul muro della loro scuola una frase: "Il popolo vuole la caduta del regime". È lo slogan che in... Continue Reading →

Cinque anni fa a Douma. Un ritratto degli attivisti rapiti e non ancora tornati

Le Voci della Libertà

Scritto da Giovanna De Luca

“…Legge i miei libri
Mi racconta fiabe
Di viaggi…
Volando sulle parole…”

Questi versi sono un inciso di una poesia di Nazem Hamadi, poeta, avvocato, attivista, rapito a Douma (Al-Ghouta orientale, zona rurale che circonda Damasco) la sera del 9 dicembre 2013 mentre era nell’ufficio del VDC (Violation Documentation Center), dove stava lavorando insieme ad altri colleghi attivisti: Samira Khalil, Wael Hamada e l’avvocatessa Razan Zaitouneh.

Un gruppo di uomini incappucciati entrarono nell’ufficio e li portarono via, da allora non si sa dove siano.

Molti indizi lasciano intendere che a rapirli fu il gruppo Jaish Al Islam, gruppo jihadista che faceva la voce grossa a Douma (una mafia in stile assadista, però con barba che cercava di imporre la proprie regole e leggi di carattere settario agli abitanti del posto). I quattro attivisti avevano preso parte alla rivoluzione e alle proteste contro il…

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Trasformiamo questo dolore. Raed Fares nelle parole di Mohamad Dibo

YARMOUK A COLORI

Dedico una sezione del mio blog su Yarmouk agli altri colori della Siria. Quella che segue è la traduzione dell’articolo pubblicato su SyriaUntold che lo scrittore siriano Mohamad Dibo ha dedicato agli attivisti Raed Fares e Hamoud Jnaid, assassinati a Kafranbel il 23 novembre scorso.

(di Mohamad Dibo* per SyriaUntold (25/11/2018). Traduzione dall’arabo di Claudia Avolio)

Ti basta fare caso al lamento emesso da ogni siriano che si oppone alla dittatura per conoscere la differenza tra la rivoluzione e la controrivoluzione, o come amava definirla il compianto Raed Fares: la controstronzaggine.

Ti basta leggere tra i dolori che d’un tratto sono divampati sui social media e nelle notizie, mischiati a una disperazione e a un senso d’impotenza micidiali, per sapere che la rivoluzione stava continuando a modo suo in coloro che davvero credono in essa e che per essa si prodigano.

Ti basta considerare l’amore desolato mescolato…

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“Allah, la Siria, Bashar e basta?”, recensione dell’opera di Alberto Savioli

“Il conflitto siriano ha stravolto molte vite. La Siria che abbiamo conosciuto non esiste più e non tornerà come un tempo”. Sono parole tratte dall’ultimo capito del libro di Alberto Savioli “Allah, la Siria, Bashar e basta? Vent’anni di vita custoditi in un racconto”, BiancaeVolta edizioni, le conclusioni di un’opera articolata, fondamentale per chi vuole... Continue Reading →

Un appello per proteggere 270 giornalisti intrappolati in Siria

Ringraziando tutto lo staff del Blog Le voci della libertà per il prezioso lavoro.

Le Voci della Libertà

L’appello che segue è stato pubblicato in inglese sul sito di The Syrian Journalist Association e potete leggerlo in orginale a questo link.

Le voci della libertà si unisce al coro delle voci che chiedono la protezione dei 270 giornalisti ora intrappolati a Quneitra, nel sud della Siria. Secondo il Comitato Internazionale per la Protezione dei Giornalisti la Siria è tra i paesi più pericolosi al mondo per questa categoria. Vogliamo anche sottoporre questo appello ai colleghi italiani ed alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, da sempre sensibile alla questione siriana ed alla libertà di stampa in questo paese, ed alle associazioni ed organizzazioni di categoria, perché possano mostrare la loro solidarietà e porre l’attenzione su questa drammatica situazione, che siamo certi non verrà risolta senza un risoluto lavoro di advocacy e senza pressioni internazionali.

Considerati i più recenti sviluppi nel sud della Siria, specialmente nella provincia di Daraa…

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Il prezzo per la “liberazione” di Raqqa lo hanno pagato i civili

Le Voci della Libertà

Articolo pubblicato su Inter Press Service da Donatella Rovera

Traduzione Giovanna De Luca

Guidando in giro per Raqqa è stato facile credere a quello che  aveva detto un alto funzionario militare degli Stati Uniti , cioè che sono stati lanciati più proiettili di artiglieria nella città siriana che in ogni altro luogo dai tempi della guerra in Vietnam.

La distruzione era visibile praticamente in ogni strada: cumuli di macerie, edifici bombardati e carcasse metalliche accartocciate di automobili. C’erano anche ricordi di vite civili devastate, oggetti rotti, brandelli di vestiti e giocattoli per bambini sporchi  e sparsi tra le rovine.

Tra il 6 giugno e il 17 ottobre 2017, la Coalizione guidata dagli Stati Uniti ha portato avanti un’operazione per “liberare” Raqqa dal gruppo armato che si autodefinisce lo Stato islamico (IS). La Coalizione ha affermato che la sua campagna aerea di precisione ha permesso di estromettere l’IS da Raqqa causando pochissime…

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