Diritti umani violati in Siria: report drammatico del SNHR – Video

10950729_10204205524801818_2414093357301255701_nQuante sono le vittime delle violenze in Siria? Chi si occupa di aggiornare questo drammatico bilancio da quando, a luglio del 2013 l’Onu ha annunciato ufficialmente, tramite il portavoce Rupert Colville, di aver smesso la conta dei morti “a causa della mancata garanzia dei minimi livelli di attendibilità”?

Di stilare ogni sera il bilancio dei caduti nelle varie città siriane si sono fatti carico i Comitati di Coordinamento Locale, gruppi spontanei nati pochi mesi dopo l’inizio della repressione con lo scopo di documentare, quartiere per quartiere, il numero dei morti, il bilancio delle abitazioni, ospedali, scuole e luoghi di culto distrutti. Questi Comitati sono riusciti spesso a fornire anche i nomi e l’età delle vittime e a pubblicare online veri e propri bollettini di guerra.

Solo grazie alla presenza sul posto di attivisti, infatti, si riesce ad avere ancora informazioni sulla Siria, su ciò che accade nel silenzio internazionale causato dalla scomparsa delle Ong e dalla grandissima difficoltà per i giornalisti stranieri di addentrarsi in territorio siriano. Mancano le condizioni minime di sicurezza e quindi sono i siriani stessi che si organizzano e raccontano ciò che sta accadendo. Attivisti, citizen reporter, operatori umanitari: i siriani sono vittime e testimoni del massacro che non si ferma. Grazie alla presenza capillare di questi volontari molte Ong, come il Syrian Network for Human Rights (la cui sede è operativa è a Londra), raccolgono informazioni di prima mano, le rielaborano e le diffondono in modo strutturato.

Nel video-denuncia il SNHR mostra, attraverso schede dettagliate, il numero delle vittime cadute in Siria nel 2014  e chi ha causato la loro morte: si denunciano le vittime dei bombardamenti e delle esecuzioni del regime, le vittime di isis, le vittime di movimenti estremisti, le vittime cadute sotto il fuoco dei ribelli che si oppongono al regime e sotto quello dei combattenti curdi.

Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2014 sono morte 32507 persone uccise dalle Forze governative siriane di cui 24430 civili, cioè il 75 per cento del totale. Tra di loro si contano 131 medici e ben 121 citizen reporter. Le vittime di Isis nello stesso periodo sono state 3557, tra cui 2642 ribelli e 21 citizen reporter. Sotto il fuoco dei gruppi ribelli che combattono contro il regime e contro Isis sono morte 1257 persone, tra cui 74 militari, 1183 civili e 1 citizen reporter.

Nel rapporto è indicato nel dettaglio il numero delle donne, dei bambini, delle vittime cadute sotto tortura, imprigionate. Emerge in modo inequivocabile che la principale causa di morte in Siria restano i bombardamenti dell’aviazione del regime di Bashar Al Assad.

Ecco il link con il report completo: 

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