#Siria: 9 mesi dopo l’attacco chimico, nascono bimbi malformati – immagini shock

Ein Tarma Damascus bambino nato deforme 21 ospedale di Alzahra20 maggio 2014 – Damasco, periferia meridionale

Da Ein Tarma arriva la denuncia di un medico che opera in un ospedale da campo: “Da un paio di settimane stiamo registrando casi di bambini che nascono con gravissime malformazioni. Il primo caso era a Douma, il 10 maggio. Sin ora di questi piccoli non ne è sopravvissuto nemmeno uno. Le deformazioni riguardano sia gli arti, che gli organi vitali. Tutte le mamme che sono arrivate qui abitano nella zona tra Al Ghouta – dove lo scorso agosto c’è stato l’attacco con armi chimiche –  ed Ein Tarma, Douma, Saqba e Kafar Batna, che sono nell’area circostante. Nessuna ha potuto effettuare analisi o ecografie a causa della gravissima crisi medico-sanitaria in cui ci troviamo. Sono certamente le conseguenze dei gas che queste donne hanno inalato. Solo il tempo ci dirà quali e quante conseguenze sulla popolazione civile, sull’acqua e sulle coltivazioni ci sono state. Le nascite di questi piccoli sono un grave segnale. Gravissimo. Le loro madri sono distrutte, hanno shock fortissimi quando le informiamo che i piccoli sono morti, ma ancor di più quando li vedono”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli enti internazionali dovrebbero raccogliere le denunce di questi medici. Le armi chimiche, dimenticando le oltre 1400 vittime, sono state oggetto di dibattito per tutto questo tempo, con discutibili  indagini che puntavano il dito contro il regime a volte, altre contro “i ribelli”. Di fatto si è solo creato caos mediatico, si è confusa l’opinione pubblica, si sono giocate partite di potere, si è temporeggiato, dando ad assad ulteriore licenza di uccidere e di nascondere questo suo ennesimo crimine: solo l’esercito regolare, infatti, possiede un arsenale così massiccio e solo il regime, che uccide con i bombardamenti, i cecchini e l’assedio, ha interesse a commettere simili stragi. Il fatto stesso che un regime, o un qualunque Stato, abbia un arsenale chimico, che qualcuno glielo abbia venduto, dovrebbe suscitare l’indignazione del mondo. Le armi chimiche di assad, prima e dopo l’attacco di Al Ghouta nell’agosto 2013 sono state più volte usate, in dosi meno massicce, ma altrettanto pericolose per la popolazione inerme. Questi poveri bambini e le loro mamme sono le ennesime vittime di questo devastante crimine.

+ 18 – Video shock: Il primo caso di neonato malformato nato ad Al Ghouta. Si tratta della piccola Fatima Abdelghaffar

 

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