Le donne siriane: dove sono le associazioni femminili internazionali?

donne siriane appelloOggi condividiamo la testimonianza di Em Abdallah, una donna di Homs a cui sono stati uccisi tre figli.

La donna risiede in uno dei quartieri centrali della città, sotto assedio da ben 11 mesi. La sua casa è gravemente lesionata, ma sono le ferite del cuore quelle di cui la donna parla.

Il video è stato girato a fine aprile 2013, nel mese in cui il mondo arabo celebra la festa della mamma.

“Vorrei dire alle donne del mondo che noi, grazie a Dio, siamo vivi e abbiamo pazienza.

Vorrei solo invitarle a stare qui al posto nostro per una settimana, una sola settimana e far provare loro ciò che proviamo noi. Vorrei che provassero ad immaginare i loro figli al posto dei nostri.

Vorrei che venissero a vedere cosa stiamo vivendo. I ragazzi che muoiono sono tutti splendidi fiori recisi; ci sono giovani senza più una gamba, senza più un braccio, un occhio; non ci sono medicinali e non si possono curare negli ospedali.

Vorrei che venissero a vedere le donne che partoriscono figli morti.

Che vengano a vedere mia figlia diventata martire: è entrato un ordigno in casa e lei è morta; era incinta di due mesi.

Che vengano a provare ciò che proviamo… Abbiamo pazienza e sopportazione, ma che vengano a vedere cosa accade, cosa subiamo.

Questo è il mio appello: vengano a vedere; siamo 800 famiglie sotto assedio, ci manca il cibo, ci mancano i medicinali, ci manca tutto. I  bambini sono malnutriti. Riusciamo a dare loro del riso e della pasta in bianco. Manca la frutta, la carne, la verdura; sognano di poter mordere un uovo.

Alle associazioni internazionali per i diritti delle donne e i diritti umani chiedo: questi bambini vi sembrano terroristi, come li descrive assad? Sulle nostre case piovono ordigni… saremmo noi i terroristi? Questi bambini hanno paura persino di uscire a giocare. Guardate come sono feriti.

Alle madri che sono fuori dalla Siria rivolgo un appello: provate a mettervi nei nostri panni; provate a mettervi nei panni delle donne arrestate, violentate… tra di loro ci sono anche ragazzine; vanno liberati tutti i prigionieri.

Che parlino di noi, di Homs, dei nostri diritti anche fosse solo per un’ora. Nessuno sa cosa proviamo… grazie a Dio abbiamo pazienza e sopportazione.

Cosa abbiamo fatto per meritarci le bombe in casa? Noi siamo nelle nostre case e veniamo ammazzati. La gente sta fuori, sta bene, non si accorge, né si interessa di noi.

Noi moriremo, ma moriremo qui, a casa nostra, a Homs. Mangeremo foglie, mangeremo manciate di terra, ma non lasceremo Homs”.

A questa donna hanno ucciso, nel giro di un’anno, una figlia incinta e due figli adulti; i suoi figli piccoli sono stati feriti, entrambi alla testa.

Dove sono le associazioni per i diritti umani? Dove sono le associazioni per i diritti delle donne? Perché le violenze che subiscono le donne siriane non suscitano lo sdegno e l’indignazione di nessuno?  Forse perché non fanno scandalo?

Fino a quando le donne siriane dovranno subire stupri, sequestri, torture, privazioni?

Il video è il arabo, ma vi prego di ascoltare la voce di questa donna. Non è necessario capire la sua lingua per comprendere il suo dolore.

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