Gli angeli con il casco: la Protezione Civile di Aleppo

aleppo 19 8 201410 agosto 2014 – Aleppo

Domenica, come sabato, come venerdì: ad Aleppo, dal cielo, piovono bombe. Barili-bombe, sganciati dagli elicotteri del regime; il regime, va ricordato, è l’unico in Siria a disporre di velivoli militari.

Il decollo, il volo sui quartieri residenziali, la scelta dell’obiettivo, lo sgancio, la caduta del barile, l’esplosione. E poi la distruzione di case e palazzi, la morte di civili inermi. E’ un protocollo ormai consolidato, che si ripete di giorno in giorno, che si ripete ormai da oltre 9 mesi, da quando, cioè, il bombardamento con i barili è diventato all’ordine del giorno sulla città di Aleppo, la più popolosa città siriana.

Il protocollo prevede poi un’ulteriore fase: l’intervento dei soccorritori. Angeli con il casco che corrono sul luogo dove è avvenuta l’esplosione e, a mani nude o con mezzi precari, cominciano a scavare alla ricerca di superstiti, feriti, vittime intrappolate, corpi esanimi. Sono i volontari della Protezione Civile Libera, giovani uomini che ogni giorno salvano decine di vite umane e raccolgono decine di vittime, per dare loro degna sepoltura.

I video allegati sono stati diffusi oggi dall’emittente “Halab News”, girati da citizen reporter che, insieme ai volontari, accorrono nei luoghi dove avvengono le stragi per documentare le stragi.

+ 18: le immagini sono molto forti. Si vedono i volontari che soccorrono feriti e mutilati, volontari che scavano e trovano prima un bambino intrappolato sotto le macerie, ma ancora vivo, poi trovano un giovane, ormai mutilato e senza vita. I ragazzi della Protezione Civile Libera di Aleppo sono definiti dalla popolazione locale “gli angeli di Aleppo”. A questo link l’intervista realizzata lo scorso luglio ad uno di loro. Il video n-4 mostra uno dei momenti di coordinamento e formazione dei volontari: https://diariodisiria.wordpress.com/2014/07/05/siria-soccorrere-feriti-e-mutilati-in-una-corsa-contro-il-tempo/ Il video n.5, invece, girato lo scorso anno, raccoglie anche la denuncia di una squadra di soccorritori, stremati dal dolore e dalla fatica.

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