#Damasco, la mai ordinaria sepoltura di una bambina – video

Al Qaboun 2 maggio 20142 maggio 2014 – Al Qaboun, Damasco

Una piccola fossa scavata nella terra, dentro il corpicino insanguinato di una bimba siriana di nome Hala Assaid. La piccola è una delle vittime del bombardamento che ha colpito la città, una delle decine di bambini rimasti uccisi nella sola giornata di oggi a causa delle esplosioni che sin dalle prime ore del mattino non hanno risparmiato alcuna zona.

Intorno allo scavo funereo i genitori della piccola, incapaci di abbandonarla lì, dignitosi nella loro sofferenza. “Ti ritroveremo nel Paradiso, sia fatta la volontà di Dio”, mormora la madre tra le lacrime. La gente si prepara alla preghiera d’addio e l’inquadratura del reporter che ha girato il video riprende per alcuni istanti la tomba di un altro bimbo, che ha perso la vita nella giornata di ieri. Una sequenza cronologica di vittime inermi di una violenza che non accenna a placarsi.

Un diario quotidiano di morte, un campo sterminato di morti ammazzati dimenticati dal mondo, vittime sacrificate in nome del potere.Quel potere che col loro sangue firmerà le prossime elezioni-farsa: un teatrino dell’orrore che vede il despota lucidare la sua poltrona mentre quello che dovrebbe essere il suo popolo muore, fugge, resta prigioniero di disumane tendopoli, disumane celle, disumane città assediate e isolate dal resto del creato. Anche il sangue della piccola Hala, il cui nome significava bellezza, sarà sacrificato sull’altare del tiranno, che il 3 giugno sarà pronto a mostrare al mondo che quella gente che ha bombardato, preso di mira coi gas e gli spari dei cecchini, affamato e torturato, costretto alla fuga, all’umiliazione, “non può fare a meno di lui e lo riconferma” al posto che occupa da 14 anni e che ha ereditato da una dinastia che tiene in pugno la Siria da quasi mezzo secolo . Quale bellezza resta ad un’umanità che accetta impassibile tutto questo?

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