Suggerimenti per l’apertura dei lavori a Ginevra 2

Homs 20 gennaio 2014Cos’è Ginevra 2 lo racconterà la storia. Sappiamo cosa è stata Ginevra 1; ricordiamo nel dicembre 2011,  chi era il capo degli “osservatori” di cui si decise l’invio in Siria, il generale sudanese Mohamed Ahmed Mustafa al-Dabi, accusato di genocidio in Darfur… Ma non si sa mai, a volte i miracoli accadono e può darsi che qualcuno si ravveda.

Allora aiutiamo il miracolo con due suggerimenti: un video girato oggi in un campo profughi di Dar’à e alcune foto scattate, sempre nella giornata di oggi in una strada di Homs. E’ un piccolo assaggio, di materiale ne esiste un’infinità. I potenti del mondo si ritroveranno seduti assieme per decidere delle sorti della Siria. In apertura dei lavori, così, per rompere il ghiaccio, condividano questo materiale: le immagini di una donna con in braccio il corpo esanime del figlio e le foto di una bimba che raccoglie legna per scaldarsi in mezzo ad una strada. Loro sono lì per quello, parlare di Siria e questa è la Siria oggi: una nazione in ginocchio, un popolo che subisce uno sterminio, bambini che muoiono sotto i bombardamenti, bambini costretti a crescere prima del tempo e a provvedere a se stessi.  Si concentrino su questo: bambini che muoiono, bambini costretti a lottare contro gli stenti. L’agenda sarà bella che scritta allora. Bisognerà correre giorno e notte per rimediare: nessuno riporterà in vita gli oltre 12 mila bimbi uccisi in 34 mesi, ma si potrà intervenire in favore di oltre 1 milione e mezzo di bambini profughi e oltre 4 milioni di bambini stremati dalle sofferenze, traumatizzati, feriti nel corpo e nell’anima. Si avviino le discussioni. Non si parli d’altro. Allora tanto clamore avrà senso. Tanto nessuno è lì “per spartirsi la torta”, giusto? Sono tutti “amici” della Siria.

Pura utopia? Vorrei tanto che i fatti del 22 gennaio 2014 mi smentiscano, ma considerate le premesse, considerata l’escalation militare in atto, considerato che in Siria circolano più armi che disinfettanti e bende sterili, considerati i nomi e i toni degli “interlocutori”… ma soprattutto… considerato che il popolo delle piazze e delle strade, che cantava per la libertà e la caduta del regime, su quel tavolo non ci sarà… è legittimo essere scettici. Un vero negoziato di pace dovrebbe partire dall’arresto e dall’isolamento dei criminali, quelli in giacca e cravatta, in tuta mimetica o mascherati da eroi del popolo, non dal loro invito al tavolo di discussione, mentre le loro armi continuano ad uccidere. Ma forse è davvero solo utopia.

Video: Una madre stringe al petto il corpo esanime del figlio e ripete: “No, non se ne è andato, è vivo”.

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