Homs, a generation under siege – video

Homs a generation under siegeHoms, una generazione sotto assedio

E’ passato un anno dall’inizio dell’assedio su Homs. Come stanno i bambini intrappolati in questa città? Ce lo racconta questo video girato da Yazan Homsi, uno dei nostri primi contatti a Homs dal 2011

Queste sono le parole dei bambini di Homs: vorrebbero andare a scuola, vorrebbero mangiare, vorrebbero giocare. Cercano di sopravvivere, cercano di giocare in strada, sotto la minaccia delle bombe; quello che stanno perdendo è il terzo anno di studi consecutivo. Hanno nostalgia della loro vita… Hanno conosciuto il dolore di perdere degli amici, di vederli morire… Sono stanchi di stare in una prigione a cielo aperto, di affrontare una vita di stenti e paura.

I bambini di Homs sono assedio da un anno, mentre il mondo dorme indifferente. 

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Ecco una sintesi delle loro parole:

Come stanno i piccoli? Loro, i piccoli, rispondono: “Alhamdulillah – che significa ringraziamo Dio.

Un bimbo che avrà si e no dieci anni racconta: “Prendiamo legna dalle case distrutte e la usiamo per scaldarci e accendere il fuoco”.

“Chi sta fuori sta bene, noi, invece, stiamo qui; non è giusto che dobbiamo rimanere qui intrappolati nelle nostre case”, si lamenta un altro bimbo.

“Che cosa vi devo dire? Stiamo qui, sopravviviamo, mangiamo grano e riso, fagiolini. Ringraziamo Dio di questo. Ma la verdura, la frutta, la carne e il pollo qui da noi sono proibiti. I negozi sono chiusi; non ci sono patatine, non ci sono biscotti. bashar (assad) ci tiene sotto assedio, non ci permette di avere né bevande, né cibo. C’è distruzione ovunque, siamo circondati dalle macerie. Siamo continuamente sotto bombardamento, non si arresta mai”, racconta una ragazzina.

“Sto tagliando un po’ di erbe per la mia famiglia; a casa non abbiamo verdure, non abbiamo niente”.

“Voglio comprare della carne e mangiare, mangiare altre cose”, dice una bimba che gioca all’interno di un’auto distrutta”.

“Ho tanta voglia di pomodoro, di cetrioli…”.

Quali sono i sogni dei bimbi di Homs?

“Vorremmo solo che ci aprissero le strade e ci lasciare uscire da questo terribile assedio. Vorremmo uscire, imparare, studiare, ma assad e la sua gente non hanno pietà”.

Un’altra bimba sogna: “Le strade sono libere, possiamo uscire. Dai, guido io”.

“Mi mancano Yusef, Mariam e Ussama; mi mancano tutti i miei amici, mi mancano tanto. Alcuni sono in Giordania, altri in Egitto; sono profughi, fuggono da un  posto all’altro”.

“Vorrei del formaggio, del tonno. del pesce, del pollo arrosto… banane, frutta, leccalecca, caramelle”.

“Questi sono solo bambini – dice piangendo una ragazzina di dodici anni – non è forse ingiusto che debbano soffrire la fame e la sete? Non è un reato che venga privato loro di andare a scuola, di giocare, di avere vestiti nuovi, di godere dei giorni di festa? Dobbiamo mangiare solo grano e riso…”.

“Se bashar (asssad) potesse impedire all’aria di arrivare da noi, lo farebbe.

 

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