Alaè, un angelo spirato con gli occhi aperti

Alae Othman 21 giugno 2013 Moaddamiet Al Sham21 giugno 2013 – Moaddamiet Alsham

Alaè aveva gli occhi espressivi, grandi, molto grandi, scuri, intensi. Era curioso di scoprire il mondo; protetto dall’amore della famiglia, aveva già imparato a guardare la morte in faccia, quando quest’ultima si era presa i giovani zii materni.

Alaè aveva solo otto anni; il proiettile di un cecchino ha messo fino alla sua innocente vita. Ha guardato la morte negli occhi, con serenità, con purezza… non ha chiuso gli occhi di fronte ad essa… quasi a interrogarla “davvero mi vuoi portare via… sono solo un bambino”…

Un bambino strappato all’amore della madre che lo piange ripetendo: “Alaè, in Paradiso ti prego di salutare i tuoi zii, oh Alaè, amore mio… figlio mio…Alaè, avrei voluto che fossi tu a seppellirmi…”

Un angelo spirato con i grandi occhi aperti… due piccoli fari che dovrebbero guidare il mondo nella sua ricerca di umanità… nel risvegliare una coscienza dormiente… assente… indifferente alla morte… ogni giorno, in ogni istante, di tanti innocenti.

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