Bambino ucciso dal fuoco di un cecchino

Ahmad Ezzedine Talbisah 17 giugno 201317 giugno 2013  Talbisah – Homs

“Ahmad, amore mio Ahmad rispondimi. Rispondi figlio mio… perché sei uscito di casa… perché? Signore, ti supplico, aiutalo…Ahmad, figlio mio, Ahmad… tu sei la mia vita, sei mio figlio, sei mio padre, sei la mia anima….”

Sono le parole d’amore e disperazione di una giovane madre siriana. Il figlio è uscito di casa in sua assenza e un cecchino, una macchina da guerra, gli ha sparato. Il proiettile gli ha perforato il petto e l’ha ucciso sul colpo.

La madre lo accarezza, lo bacia, lo chiama, invoca la misericordia di Allah… ma per il piccolo non c’è più nulla da fare.

“Sanae, non fare così, abbi pazienza”, le dice una donna… ma Sanae è una donna ferita, scioccata. Accarezza il corpo esanime del figlio, come a volerlo riportare in vita. Nessuna madre accetta la morte del proprio angelo… nessuna madre sopporta il trauma di una separazione disumana e ingiusta.

Sanae e Ahmad sono una donna e un figlio separati dalla morte, ma uniti per sempre dall’amore. Il dolore e il pianto di questa madre scuote l’universo, ma purtroppo non scuote le coscienze degli esseri umani…

 

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