Parlamento siriano: resi noti i nomi dei membri nominati dal presidente ad interim

Fonte: Enab Baladi – Traduzione integrale dall’arabo

“La Commissione Giudiziaria Superiore per le Elezioni ha annunciato l’elenco dei 70 membri nominati dal Presidente siriano Ahmad al-Sharaa per completare il quadro dei membri precedentemente eletti (dai collegi regionali, ndR).

Il presidente della Commissione Giudiziaria Superiore, Muhammad al-Ahmad, ha letto i nomi dei membri nominati durante una conferenza stampa tenutasi presso la sede dell’Assemblea Popolare (Parlamento, ndR) a Damasco, alla quale ha partecipato anche Enab Baladi.

I membri nominati dal Presidente sono 55 uomini e 15 donne (portando a 21 il numero di parlamentari di sesso femminile, ndR); tra loro cinque membri con disabilità derivanti da ferite di guerra e 13 ex detenuti nelle carceri del regime.

L’elenco comprende anche 47 membri con competenze professionali specifiche e 23 personalità di spicco.

Il presidente della Commissione Giudiziaria Superiore ha invitato l’Assemblea a convocare la sua prima sessione il 6 luglio. Il mandato dell’Assemblea avrà una durata di due anni e mezzo, rinnovabile.


Il presidente della commissione elettorale, Mohammed Al-Ahmad, ha dichiarato che tra i membri nominati figurano parenti di martiri e sopravvissuti a detenzioni e attacchi chimici, nonché un gruppo selezionato di accademici, persone qualificate, leader della comunità e diverse personalità di spicco a livello nazionale, note per la loro esperienza, integrità e servizio pubblico.

L’Alta Commissione Elettorale ha precisato che la prima sessione dell’Assemblea Popolare si terrà il 6 luglio e che il mandato dell’Assemblea avrà una durata di due anni e mezzo, rinnovabile.

In precedenza, la portavoce del comitato elettorale dell’Assemblea Popolare aveva dichiarato a Enab Baladi che l’assegnazione dei seggi, che sarà determinata dal Presidente (ad interim, ndR) siriano Ahmed Al-Sharaa, si concentra sulla garanzia di rappresentatività tra i membri dell’Assemblea Popolare e sul raggiungimento di un equilibrio, in particolare per quanto riguarda la rappresentanza delle donne e di alcuni segmenti della società.

Najma ha spiegato che la prima sessione sarà presieduta dal membro più anziano e comprenderà il giuramento dei membri, seguito dall’elezione del Presidente, del Vicepresidente e dei membri della Segreteria.

All’inizio di ottobre 2025, l’Alto Comitato per i Negoziati per le elezioni dell’Assemblea Popolare ha tenuto le votazioni per eleggere i membri del parlamento, mentre le elezioni sono state rinviate in alcune province controllate dalle Forze Democratiche Siriane (SDF).

Il comitato ha completato le elezioni nelle province nord-orientali della Siria all’inizio di quest’anno, dopo che il governo ha ripreso il controllo della regione.

Pertanto, la commissione ha concluso le votazioni in tutti i distretti elettorali, ad eccezione di quelli del governatorato di Suwayda, che comprende Suwayda, Shahba e Salkhad, con un solo seggio assegnato a ciascun distretto.

L’Assemblea del Popolo è composta da un totale di 210 membri: 140 eletti e 70 nominati dal presidente siriano.

Mio commento

Il lento e complesso percorso per la nuova fase politica in Siria continua il suo cammino. A otto mesi dalle prima elezioni, avvenute il 3 ottobre 2025, tramite un processo indiretto, amministrato dall’alto e privo di voto popolare, oggi sono stati resi noti i nominativi delle persone selezionate direttamente dal presidente ad interim Ahmad al-Sharaa. Il meccanismo utilizzato a ottobre si basava su delegati locali scelti da comitati nominati dalla Commissione Elettorale Suprema, un organismo considerato vicino alla presidenza ad interim. A ottobre le zone di Sweidah, Hasakah e Raqqa sono rimaste completamente fuori dal processo, rendendo il Parlamento risultante territorialmente incompleto; ora a rimanere fuori è “solo” la zona d di Sweidah. Questa nuova fase completa le nomine e il prossimo 6 luglio 2026 si terrà la prima seduta parlamentare dell’epoca post al-Assad. Rispetto alle prime nomine la rappresentanza femminile è cresciuta, ma è ancora molto bassa, attestandosi al 10% circa. Nelle prossime ore si avranno maggiori dettagli sui profili dei nuovi parlamentari, che già nella prima tornata comprendevano rappresentanti delle cosiddette minoranze, curdi, cristiani, alawiti. Sul tema tornerò a scrivere.

Siamo ancora lontani dall’esercizio diretto del voto, lontani dalla bramata e agognata democrazia, ma considerato che parliamo di un Paese dove per mezzo secolo ha regnato la tirannia e dove dopo quattordici anni di guerra ora va ricostruita l’intera ossatura statale, il senso stesso delle istituzioni e soprattutto dove va ricostruita la demografia dei cittadini, favorendo il rientro di sfollati e profughi e indicendo un nuovo censimento della popolazione, è un inizio. Nessun inizio rispecchia gli ideali, né risponde alle tante richieste di partecipazione, trasparenza, sovranità del popolo, ma se non si comincia mai, si resta intrappolati nel passato e nell’incubo di elezioni-farsa e di un luogo, il parlamento, popolato per mezzo secolo da marionette che obbedivano e idolatravano il rais. Questa è una fase politica dura, piena di sfide, interne ed esterne (non ultimi i bombardamenti e le incursioni israeliane nel Sud del Paese). La rivoluzione siriana non è finita, è entrata in una nuova fase, dove dagli ideali e gli slogan, si passa al lavoro dal basso, a una costruzione, mattone per mattone, di un nuovo sistema statale che toccherà tutti i piani, quello politico, quello sociale, giuridico, economico e culturale. Ben venga che è stato confermato che parliamo di una fase ad interim. Ci sono almeno tre generazioni di siriani che non hanno mai votato e che non vedono l’ora di farlo.

Nota di colore: il sessismo non ha confini

Nei minuti immediatamente successivi alla notizia della diffusione dei profili dei parlamentari di nomina presidenziale, i social siriani si sono concentrati, in particolare, su un nome, quello dell’attrice Rozina Amer al-Lazkani, uno dei volti più noti e più amati della fortunata serie siro-libanese al Hayba, dove interpretava il personaggio di Mouna. In molti hanno applaudito alla scelta, che include volti del mondo dell’arte e della cultura, ma innumerevoli sono i commenti sessisti, che fanno riferimento alla bellezza della neo-parlamentare, ai suoi lineamenti, al suo profilo, fino a sfociare nella volgarità. Niente di nuovo o inedito, purtroppo. Tutto il mondo, su queste questioni, è paese.