I fiori della gioventù di Homs uccisi dal regime

Mohamed Ibrahim Homs ucciso 9 gennaio 2014 mediactivist9 gennaio 2014 – Homs

Mohamed Ibrahim è uno dei primi media attivisti della città di Homs, un giovane che dal 2011 ha preso parte alla rivolta siriana, diventato citizen reporter. E’ uno dei fiori recisi ieri a Homs nell’agguato delle milizie governative contro un gruppo di oppositori che ha cercato di rompere l’assedio e portare farina alle famiglie rimaste isolate. Il bilancio definitivo di questo massacro è di 65 vittime e oltre una cinquantina di feriti.

Il piano dei giovani, appartenenti ad un gruppo di oppositori, era di quello di raggiungere un mulino in una zona ancora sotto il controllo del regime. Per mesi hanno scavato tunnel sotterranei per cercare di aprirsi un varco e porre fine all’isolamento forzato, che sta progressivamente portando le famiglie di Homs a morire di fame e di mancanza di cure. Usciti dal tunnel, arrivati senza problemi al mulino, sono finiti in un agguato: il loro piano era stato scoperto e il regime aveva preparato per loro una trappola, bombardando prima il mulino, poi aprendo il fuoco su coloro che hanno cercato di fuggire. Una strage che aggiunge dolore al dolore, perchè quei ragazzi rappresentavano per le famiglie assediate di Homs l’unica speranza e l’unica apertura al mondo.

Nei giorni precedenti l’agguato, proprio alcune famiglie nei quartieri assediati, in particolare donne e bambini, erano scesi nelle strade per invocare l’aiuto del mondo e chiedere la fine immediata dell’assedio. Un appello caduto nel vuoto, inascoltato dai potenti, ma preso a cuore da quei 65 ragazzi che hanno sacrificato le loro vite pur di portare farina a tutti quegli innocenti condannati a morire di fame a causa dell’assedio.

A Homs oggi è una giornata di lutto, una delle pagine più tristi dall’inizio della repressione. Anche il mondo dell’informazione dovrebbe essere in lutto, perché non si possono considerare di serie B i citizen journalist, che pur non essendo tesserati, non ricevendo paga, sacrificano le loro stesse vite pur di far arrivare la voce della Siria al mondo. Chi fa informazione in una zona di guerra non ha bisogno di un tesserino per essere riconosciuto come comunicatore. Onore al collega Mohamed Ibrahim e a tutti i fiori recisi di Homs e della Siria.

07 – gennaio 2014 Piccola dimostrazione delle donne di Homs per chiedere la fine dell’assedio.

 

 

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