Di bombe, di scuole e di sofferenza – video

AlRastan 20 novembre 2013La scuola è il luogo dove ci si forma alla vita, dove ci si istruisce, ci impara a convivere con le diversità, uscendo dal nido protettivo della famiglia. La scuola è la cornice dove prendono corpo i sogni, dove si comincia a sognare, a pensare a cosa si farà da grandi… ma non in Siria, nella Siria martoriata da 33 mesi di violenze. 

Per il terzo anno consecutivo la maggior parte delle scuole in Siria sono chiuse. Eppure su questi luoghi, che rappresentano il futuro di ogni nazione, continuano a piovere bombe. Le immagini che giungono oggi dalla località di Qalet Alhosn mostrano i danni e le conseguenze dei ripetuti bombardamenti su una scuola della città. Ordigni piovuti dall’alto, altri gettati di lato; una violenza inaudita e vergognosa che mina alle basi lo sviluppo e la crescita di un’intera generazione.

Altra scuola, scenario altrettanto desolante: le immagino giungono da AlRastan e ritraggono due bambini all’interno di una scuola ridotta in macerie, che sono intenti a cercare carta. Quella carta, spiegano, serve loro per accendere il fuoco e scaldarsi; gli alberi della zona sono già stati tagliati tutti, i mobili bruciati e, in mancanza di gas ed energia elettrica, non rimane che tentare di scaldarsi accendendo quaderni, fogli da disegno, libri. 

Lo sguardo mortificato di questi bambini, che tornano nella loro scuola ma non per studiare, bensì per cercare qualcosa con cui alleviare il proprio patimento, dovrebbero scuotere le coscienze degli adulti che stanno permettendo il protrarsi di un simile scempio. Che donne e che uomini saranno, se sopravviveranno, i bambini che oggi in Siria soffrono per la fame, il freddo e le privazioni, che crescono tra le macerie e convivono con le bombe?

 

 

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