Per non dimenticare: Yassine e Mariam avevano fame e freddo – video

ياسين و مريم الصباغ، قبل نصف ساعة من استشهادهما في حمص المحاصرَةSiria – Homs, quartiere Safsafe. 

20 gennaio 2013

Yassine e Mariam sono due fratellini siriani; li conosciamo per la prima volta tramite il video di un  citizen reporter che li incontra in una stradina della città vecchia di Homs, sotto assedio da mesi. Sono intenti a raccogliere rami e sterpaglie dal giardino di una casa bombardata, per portarli a casa loro e accendere il fuoco, scaldarsi e cucinare. I bambini raccontano che hanno freddo, che hanno fame, che manca loro tutto. 

 

video 1

21 gennaio 2013 

Nel bombardamento che ha colpito il quartiere sono morte decine di persone. Tra di loro ci sono anche i due piccoli intervistati il giorno prima: Yassine e Mariam; sono rimasti entrambi uccisi da un ordigno. I familiari piangono disperati per la loro perdita. Le parole del padre si imprimono per sempre nella storia della tragedia siriana: “quando sono morti Yassine e Mariam avevano fame e freddo; per colpa dell’assedio non avevamo nulla e loro desideravano mangiare cose buone. Ora andranno a mangiare in paradiso”.

Video 2

16 novembre 2013

A distanza di quasi un anno dalla scomparsa dei due fratellini, un video dell’attivista Omar Al Tellawi – uno dei primi giovani di Homs a comparire in video sin dall’inizio della repressione per denunciare le sofferenze dei civili –  riporta alla nostra memoria la loro triste vicenda. Omar si trova in un ex giardino di un quartiere centrale di Homs, trasformato dagli eventi in cimitero, per denunciare la morte di due neonati a causa della malnutrizione e di altri due bambini, uccisi da un ordigno. Il giovane mostra altre tombe di bambini e poi si ferma di fronte alle lapidi di Yassine e Mariam. 

Sono passati 11 mesi dalla loro morte. Migliaia di altri bambini sono morti a Homs e in tutta la Siria per via delle bombe e dell’assedio. La ferocia omicida in Siria non accenna a placarsi. L’indifferenza di fronte a queste tragedie, allora come oggi, rende l’umanità complice della morte di tanti bambini, di tanti civili inermi.

Video 3

 

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