Il pane, la pace e un refuso freudiano

Homs 22 giugno 201220 luglio 2013 – Sul web

Ho da poco spento il PC quando mi arriva sul cellulare la notifica di una mail, che mi segnala un commento inserito sul mio blog da “Blogdibarbara”, relativamente all’articolo “Morire da sfollati in una scuola di Homs”.

Apro il messaggio: “Sui banchi di quella scuola le donne preparavano il pace Bellissimo e commovente refuso…”

Rispondo: “refuso freudiano”.  Mi viene un nodo alla gola; è un nodo che ho cercato di soffocare la prima volta che ho visto le immagini del video di cui avevo dato notizia; un nodo che è ormai è una costante quando scrivo di Siria.

Riguardo il video e quel dettaglio dei banchi, in buona parte ammassati uno sull’altro, vuoti.

Mi viene in mente la scuola di mio figlio: così viva d’inverno, così vuota e triste d’estate, quando i bambini sono in vacanza e su tutto il quartiere scende in silenzio. In Siria, questo silenzio, dura ormai da tre anni: a settembre inizierà il terzo anno non-scolastico: migliaia di bambini e ragazzi non potranno accedere all’istruzione; una violazione dei loro diritti, l’ennesima, che si sta consumando nell’indifferenza del mondo e che sta compromettendo ulteriormente il loro presente, il loro futuro. 

La scuola, il pane, la pace… quante volte questa interminabile guerra del regime di assad contro quello che dovrebbe essere il suo stesso popolo ha mischiato questa tre parole, coi loro significati, insieme al sangue? Scuole e università bombardate, ragazzi e studenti colpiti dai cecchini; donne e uomini inermi in fila per comprare il pane, presi di mira dai bombardamenti… quante stragi, quanto dolore…

Ma arriverà la pace, perché deve arrivare, perché il popolo la merita, perché la pace in Siria è la pace nella regione mediorientale e nel mondo, perché la pace è come il sole: per quanto sia lunga e difficile la notte, non può non tornare.

 

 

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Un pensiero su “Il pane, la pace e un refuso freudiano

  1. Ci sono una donna ebrea israeliana, Angelica, e una donna palestinese cristiana, Samar, che da anni organizzano la giornata del “pane per la pace”: donne ebree israeliane e donne arabe, sia cristiane che musulmane, fanno il pane insieme. Il pane e la pace sono proprio uniti per natura.

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