Sulle stampelle, accompagna la figlia nell’ultimo viaggio

Khadijia Mliha 20 luglio 201319 luglio 2013 – Mliha, Aleppo

Khadijia, sette anni; è l’ora del tramonto e la piccola è in casa con la famiglia intorno alla tavola, modestamente apparecchiata per consumare il pasto di Ramadan, con quelle poche cose che i genitori sono riusciti a rimediare.

Il padre non ha più un lavoro da quando gli è stata amputata la gamba, settimane fa, a seguito delle gravi ferite riportare per gli spari di un cecchino. Ma è sopravvissuto e la sua famiglia anche. “Alhamdulillah, questo è ciò che conta”.

Fino a ieri: mentre il sole scendeva, un ordigno è piovuto sulla loro casa. La piccola Khadijia è morta sul colpo. La sua breve e innocente vita è finita insieme a una lunga e calda giornata di luglio.

Khadijia è stata avvolta in un sudario per essere portata in un giardino poco distante dalla sua casa. Un giardino trasformato da tempo in un camposanto, che accoglie ogni giorno nuove vittime.

Il padre non ha potuto prenderla in braccio lungo quel tragitto, come avrebbe voluto.

L’ha accompagnata in lacrime sulle sue stampelle.

 

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