Malala Yousafzai: la voce del coraggio e dell’innocenza

Malala12 luglio 2013 – Palazzo dell’Onu, New York

Malala Yousafzai parla al mondo e lo fa tremare: la giovanissima pakistana sopravvissuta ad un attentato lo scorso ottobre, ha pronunciato oggi al Palazzo dell’Onu un intenso discorso davanti ai potenti del mondo, in occasione del suo sedicesimo compleanno.

Un intervento intenso, in cui la piccola, grande donna, che ha iniziato la sua lotta per il diritto all’istruzione quando aveva solo 11 anni, ha dato l’ennesima prova della sua maturità e determinazione.

Non sono qui come una singola voce, ma parlo per coloro che hanno combattuto per il diritto di essere trattati con dignità, il loro diritto alle pari opportunità e il loro diritto di essere educati. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo potenziare noi stessi con un arma di conoscenza e dobbiamo proteggere noi stessi con l’unità e la solidarietà. Riprendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti. Un bambino. Un insegnante e un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa”.

Malala è diventata simbolo della lotta per il diritto allo studio delle bimbe pakistane e non solo. Avvolta nel suo velo rosa, pacata, gentile e forte allo stesso tempo, la ragazza è sembrata molto più matura e sincera dei “grandi” che stavano lì seduti ad ascoltarla. Il pensiero è andato immediatamente ad un altro piccolo pakistano, Iqbal Masih, bambino-simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile, ucciso in un attentato a soli 12 anni.  Ma è andato anche a Hamza Al Khateeb, il bambino siriano torturato e ucciso a 11 anni per aver preso parte ad una manifestazione anti governativa insieme al padre. Il pensiero va a tutti gli innocenti vittime di adulti senza scrupoli…

La domanda che sorge spontanea è: davvero abbiamo bisogno di bambini-simbolo per svegliare le nostre coscienze? Solo quando questi piccoli angeli pagano con la vita ci rendiamo conto dei drammi che subiscono? Quei “grandi” che oggi hanno fatto una standing ovation per Malala, davvero non possono nulla per prevenire lo sfruttamento, la persecuzione, la negazione dei diritti e delle libertà, l’uccisione dei bambini? La risposta, ahimè, è ovvia.

http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-23291897

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