Che cos’è quel puntino rosso, sorellina?

Ieri ho letto su facebook, alla pagina Informare x davvero (https://www.facebook.com/informareXdavvero?ref=ts&fref=ts) questo post, scritto dalla blogger Stardream. Tra le righe c’è tutto il dolore e tutta la poesia che alberga nei cuori dei giovani italo-siriani, provati da questo sterminio senza fine, ma che non perdono la loro nobiltà d’animo e il loro cuore.

We were there by Tammam AzzamChe cos’è quel puntino rosso, sorellina?

– Non lo vedo, è così piccolo.
– Quello.
– Ah, ora ricordo. Era il paese dei nostri progenitori. Lo chiamavano “Siria”. Si è svuotato di tutto, prima di scomparire definitivamente. Gli abitanti erano persone ospitali e piene di inventiva, di coraggio… sono scappati, chi scavalcando i cadaveri stuprati e fatti a pezzi dei propri parenti, chi lasciandosi alle spalle le macerie della sua casa, dove i suoi stessi figli erano rimasti sepolti, chi raccogliendo tutto ciò che aveva in un sacco, chi dopo aver assistito allo sterminio di tutti i suoi cari, chi uscito scioccato da una prigione di tortura, con le ossa, la carne, la mente macchiate di segni indelebili. Hanno abbandonato la terra dove centinaia di migliaia di loro connazionali hanno spirato nelle più atroci sofferenze.
– Come fai a sapere queste cose?
– Le ho lette nei libri di storia. Ho letto dei suoi fiori profumati, delle sue vie colorate, dei suoi colli innevati, dei suoi deserti pieni di storia, delle sue distese di palme, delle carovane cariche di stoffe di spezie preziose, delle chiesette arrampicate sulle sponde delle montagne, delle grandi moschee, dei monasteri circondati dai condomini, delle rarissime piogge estive che duravano cinque minuti, delle bandiere da tutto il mondo che sventolavano sopra le strade durante i mondiali di calcio, del dolce odore dei narghilè…
Quegli uomini che erano siriani, che portavano dentro di sé queste immagini, si estinsero. Si dice che neppure quelli che riuscirono a lasciare il paese ebbero una sorte rosea.
– E tutto il resto degli uomini, loro cosa stavano facendo?
– Stavano assistendo alla fine di questa terra antica decine di migliaia di anni, scrigno di inestimabili tesori, culla dell’umanità, luogo in cui migliaia di realtà diverse si intersecavano, per poi lasciarsi, più unite di prima. Più che aver assistito, avevano lasciato che le cose andassero avanti così com’erano.
– Ma di questa “Siria”, ora, cos’è rimasto?
– Ci sono rimasti dei rimorsi. La Siria è rimasta sulla coscienza del mondo, come una piccola macchiolina rossa”.

(quadro della foto: “We were there” by Tammam Azzam)

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