Chiedono giustizia, diritti, lavoro e partecipazione politica. I giovani siriani non si limitano a denunciare ciò che non funziona, propongono, analizzano, immaginano. La ricerca “Young Syria” di The Syria Campaign raccoglie le voci di centinaia di giovani siriani tra i 18 e i 35 anni. Ho intervistato Raneem Ahmed, direttrice della comunicazione e Alia Shams, campaigner sul loro lavoro. Ne scrivo su VITA Società Editoriale
Qui l’articolo completo:

(…) Raneem Ahmed vive in Marocco, ma dopo la caduta del regime ha potuto tornare in Siria: «Sono originaria di Aleppo. Sono tornata per la prima volta due mesi dopo la caduta del regime, appena ho ottenuto un passaporto. Più recentemente abbiamo deciso di lavorare più da vicino con i giovani, perché questa generazione ha vissuto la guerra in modi molto diversi a seconda della regione, dell’autorità sotto cui vivevano, del contesto sociale. Crediamo che abbiano un ruolo fondamentale nella costruzione di una Siria basata sulla giustizia e sulla responsabilità. Per questo abbiamo pubblicato il report, che raccoglie le loro visioni, speranze e idee sul futuro»…
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