Siria, il coraggio delle donne: per non dimenticare la protesta di Rima Dali

Rima DaliPer non dimenticare: 8 aprile 2012, Damasco

A circa un anno dall’inizio della protesta del popolo siriano contro il regime di bashar al assad, per dire basta alla violenza e ribadire il desiderio di una Siria per tutti i siriani, una giovane studentessa, Rima Dali, sollevò un cartello nel cuore di Damasco, di fronte al parlamento, con la scritta: “Fermate il massacro, vogliamo costruire un Paese per tutti i siriani”.

Era l’8 aprile 2012. La coraggiosa ragazza fu arrestata per quel suo gesto, che venne considerato una sfida e un’offesa al regime. Sino ad allora il cuore della capitale siriana era stato una sorta di terra franca, dove nessuno avrebbe mai osato manifestare in strada e inscenare proteste. Rima venne poi liberata, ma non cessò mai il suo impegno come attivista, tanto che venne di nuovo arrestata, con altre tre giovani – Rou’a Jaafar, Kinda e Loubna Za’our –  per aver sfilato, in abito bianco lungo le vie del suq, l’antico mercato coperto della capitale, il 21 dicembre del 2012.

Le voci dei giovani siriani, di quel meraviglioso movimento pacifico che si è innalzato per dire basta al regime, basta alla violenza, la Siria è di tutti i siriani. La voce delle donne siriane, che non piegano la testa e hanno il coraggio di lottare per i propri diritti e che non meritano né di morire, né di vivere in condizioni disumane come accade oggi. Quelle voci che continuano a riecheggiare nonostante l’oblio e il silenzio che circonda la Siria. Per non dimenticare. 

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