Continua la devastazione delle moschee a Homs – video

999777_633550523346544_435477415_n Homs, Siria

Le violenze che da circa tre anni colpiscono la Siria tutta, mietendo vittime inermi e provocando la fuga di milioni di persone, stanno devastando i centri abitati, i siti archeologici, i luoghi di culto di tutte le città siriane.

L’indignazione e il dolore che si provano di fronte alla morte di bambini, donne, giovani e anziani, non possono essere alleviate da nulla: il ferimento o la morte di un innocente è la morte di tutta l’umanità. Di fronte a ciò il crollo di un palazzo o di un castello passa sicuramente in ultimo piano, ma le proporzioni della devastazione che ha colpito e sta colpendo ogni giorno la Siria stanno drasticamente cambiando la fisionomia dell’intero Paese. Stanno cancellando secoli di storia e l’identità stessa della Siria è minacciata.

Tra i luoghi simbolo di “Blad al Sham” , la terra del Levante, come viene chiamata la Siria, distrutti dai saccheggi, dagli incendi e dai bombardamenti, ci sono, ad esempio, i millenari suq, i mercati coperti,  il ponte di Deir Ezzore,  antichissimi luoghi di culto come la moschea degli Omayyadi di Aleppo, siti archeologici e altre centinaia di luoghi e monumenti simbolo della cultura, dell’architettura, della fede e dell’arte siriana.

A Homs, una delle città più devastate, dove interi quartieri sono stati rasi al suolo dai bombardamenti del regime, ci sono, in particolare, due moschee danneggiate in modo gravissimo: la moschea di Khaled Ibn Al Walid, dove si trova anche la tomba del sahabi Khalid e la moschea di Omar. Due luoghi di culto importanti per i musulmani sunniti di tutto il mondo, ripetutamente presi di mira dai bombardamenti indiscriminati, in particolare nelle giornate di venerdì, quando i fedeli cercano di raggiungerli per pregare. Di questo scempio non si parla e la devastazione di questi luoghi di preghiera, che sono un simbolo anche per i non credenti, perché costituisco monumenti identificativi dello stile e della cultura siriana, sembra non suscitare l’indignazione del mondo.

Si uccide un intero popolo, si cancella il volto della Siria, si strappano le sue radici. Ma in Siria affonda le sue radici l’intera umanità e le perdite umane e culturali che si registrano sono una perdita per tutti.

Video 1 – 4 gennaio 2014 bombardamenti sulla moschea di Omar all’ora della preghiera di venerdì.

Video 2 – le conseguenze dei bombardamenti sulla moschea di Omar

Video 3 – 8 luglio 2013 bombardamento sulla moschea di Khalid Ibn Al Walid

 

 

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