15 marzo 2011 – 15 settembre 2013: 30 mesi di infanticidio in Siria

Alae Mohamed Alnasr 15 settembre 2013Dar’à, 15 settembre 2013

Oggi inizia il 30esimo mese dall’inizio della repressione in Siria. Era il 15 marzo del 2011 quando vennero arrestati e torturati fino alla morte i bambini di una scuola elementare della scuola di Dar’à, nel sud della Siria, colpevoli di aver scritto sul muro della loro scuola: “Il popolo vuole la caduta del regime”.

Oggi, a 30 mesi di distanza, nell’indifferenza della comunità internazionale, capace solo di proporre nuovi fronti di bombardamenti, dopo la morte di oltre 10 mila bambini, tra cui almeno 376 neonati, ci sono ancora angeli innocenti, sempre a Dar’à, come in tutta la Siria, che continuano a morire.

Come il piccolo Alae Mohamed Alnasr, morto a seguito del bombardamento di un aereo Mig. Il corpicino carbonizzato, immobile; secondo i soccorritori sarebbe stato utilizzato fosforo bianco. Insieme a lui è morto anche il fratellino. Sono bambini, il presente e il futuro dell’umanità. Siamo adulti, fossili che respirano, intrappolati nell’egoismo che ci ha ucciso da tanto tempo.

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