Di quella Siria che non c’è più, di quella storia che brucia

1961 The prestigious families of AleppoAleppo, 1961 – Camera di commercio

Uno dei “miracoli” di internet è che a volte riesce a ridare al mondo la memoria delle persone, delle città, delle realtà di un tempo che non può tornare.

Così capita che una sera torno a casa e trovo mia madre al PC. Legge blog e siti dedicati alla Siria e su Facebook sfoglia gli album dedicati ad Aleppo, ai suoi luoghi, alle sue tradizioni, ai suoi personaggi. Mi avvicino, le bacio la fronte: i suoi occhi sono lucidi, come sempre ultimamente e sento che vuole dirmi qualcosa. Cosa c’è mamma? – le chiedo. Guarda – mi dice commossa.

Mi mostra una foto di gruppo; la osservo, so che dovrei riconoscere qualcuno, ma, ahimè, non mi riesce. Leggo le scritte: “1961, le prestigiose famiglie di Aleppo. Camera di commercio” e poi una lista di nomi, tra cui G. S.. E’ il nome di mio nonno. Cerco di riconoscere il viso lanciando una veloce occhiata alle foto tra le cornici nella vetrinetta. Capita anche questo, quando tuo nonno l’hai visto una sola volta nella vita, quando eri bambina…

“Eccolo, è il nonno”. Mamma sta piangendo. Il cuore mi suggerisce di abbracciarla e lo assecondo; l’istinto mi suggeriva, invece, di fuggire. Accettare il dolore dignitoso e silenzioso dei propri genitori siriani all’estero, privati oltre quarant’anni fa delle loro famiglie dallo stesso regime che oggi sta commettendo il genocidio del nostro popolo, è impossibile.

Fisso gli occhi sulla foto. “Salam aleikom jiddo” (la pace su di te nonno), gli sussurro. Mio nonno era un imprenditore; aveva creato ad Aleppo un’azienda che produceva alta pasticceria e si era fatto un nome in tutta la Siria. Immagino che le lacrime di mia madre siano un misto di fierezza per quell’uomo che aveva saputo affermarsi e per il dolore di essere stata privata per decenni del suo amore e della sua vicinanza.

“Nonno”, quante volte ho desiderato pronunciare  questa parola… chissà cosa avrebbe detto sapendo di avere una nipote giornalista, che scrive per un mensile rivolto principalmente agli imprenditori, proprio come lui…

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