“Siria in fuga”: Laura Tangherlini tra i profughi in Libano e Giordania

20130705_213542Avevo dieci anni; ero in auto e ho ascoltato un servizio radiofonico, credo sull’Iraq. Si raccontava di un bombardamento; ricordo un particolare, che mi colpì molto. Tra le abitazioni crollate, ce n’era una con una parete rimasta in piedi; su questa parete era appesa una scarpina da ballo. Fu allora che decisi: da grande avrei fatto la reporter di guerra”.

Si racconta così Laura Tangherlini, giornalista di Rainews 24, nella serata di presentazione del suo libro “Siria in fuga”, Editrice Poiesis, alla Biblioteca La Fornace di Moie (An). Insieme all’autrice Matteo Bressan, scrittore impegnato in attività di cooperazione internazionale e formazione in Bosnia e Libano e la sottoscritta, Asmae Dachan, giornalista e scrittrice.

La presentazione è iniziata con letture di Gioia Tangherlini e la proiezione di video girati dall’autrice nel suo doppio viaggio, in Libano e Giordania tra i profughi siriani fuggiti alla guerra, documentando la difficile e complessa situazione in cui vivono. Testimonianze dirette, raccolte tra la gente, passando tra le tende dei rifugiati, nelle scuole in cui studiano i loro bambini, tra le organizzazioni che prestano loro assistenza. Laura Tangherlini nel suo libro riesce ad offrire un quadro approfondito, dettagliato, da un lato sugli aspetti pratici, burocratici, geo-politici, che conseguono all’arrivo di migliaia di sfollati siriani nei paesi limitrofi, dall’altro evidenziando il dramma umano, personale, profondo, sussurrato che vivono le famiglie, le singole persone, le donne e i bambini in particolare.

La reporter affida alle pagine del suo libro una panoramica sui delicati equilibri che si stanno creando nei paesi d’accoglienza dei profughi siriani, evidenziando le difficoltà che vivono anche i libanesi e palestinesi che risiedevano in Siria e ora si trovano in uno status “inedito”, ma soprattutto cerca di dare voce ai civili dimenticati dal mondo, al loro dolore, alle loro paure.

Mi sentivo a disagio, soffrivo a raccontare la tragedia siriana stando in uno studio televisivo, senza avere la percezione reale di cosa sta accadendo – ha raccontato Laura Tangherlini -. La Siria l’avevo vista nel 2009 ed ero rimasta affascinata da questo Paese, dalla sua gente, che mi ha dato molto. Così ho deciso di partire e vedere con i miei occhi, di tornare tra quella gente che mi aveva accolta a braccia aperte, facendomi conoscere un mondo che non immaginavo. Oltre ai reportage ho voluto scrivere il libro, affinché rimanga scritto ciò che sta accadendo; un video trasmesso in Tv ha un effetto effimero, mentre la parola scritta vive. In qualche modo ho sentito di sdebitarmi così col popolo siriano, un popolo che non ha mai perso la sua dignità, anche ora che è in fuga”.

Al termine della presentazione è stata inaugurata la seconda tappa della mostra itineranteLens of Syria”, con foto inviate direttamente da giovani citizen journalist siriani. Amina Dachan, la curatrice della mostra – che rimarrà aperta fino alla fine di luglio al piano terra della Biblioteca La fornace di Moie-, ha presentato gli scatti, raccontando le difficoltà di comunicare con le città assediate, ma anche il forte desiderio dei giovani siriani di far arrivare al mondo le immagini delle loro città e della loro gente, martoriata da 27 mesi di repressione.

Tratto dal libro Siria in fuga

Com’è la situazione a Deraa? ‘Difficile, molto difficile. Ci stanno massacrando! Uccidono donne, bambini, uomini, senza più distinzioni ormai. Bombardano. Stanno usando tutte le armi a loro disposizione. Non solo aerei e carri armati, ma anche armi vietate a livello internazionale! Sono crimini di guerra. Io là ho perso mio figlio lo scorso 30 settembre’”.

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