Nativi digitali e bambini delle caverne: la Siria 0.3

935148_541845522534334_614575659_nAnno 2013 – Siria

Si raccolgono ramaglie e si accende il fuoco; sopra si posa una pentola in metallo e si cuoce ciò quel giorno si è riusciti a rimediare: delle patate, un po’ di minestra, del grano. E’ tutto ciò che una caverna, uno scantinato, un rudere permette di fare.

Non ci sono mobili, non ci sono servizi igienici, non c’è acqua corrente, non c’è luce, né gas, non ci sono collegamenti con il mondo.

In Siria due anni di repressione hanno riportato la popolazione all’età della pietra.

La Siria, culla dell’umanità e della civiltà sembra oggi un paese non civilizzato, dove regna la legge della giungla e sopravvive solo il più forte.

piccoli-nativi-digitaliLa Siria è nella storia di tutti i popoli del Mediterraneo, come l’antica Roma, la Grecia…

In quella immensa distesa  di terra che  va dal Tigri all’Eufrate e da quest’ultimo al mare, oggi identificate come l’Iraq e la Siria, sono nate la medicina, la matematica, l’astronomia, la geometria… tutte quelle scienze che hanno dato un indispensabile contributo allo sviluppo della moderna civiltà, che hanno gettato le basi per arrivare, un giorno, ad avere internet.

Oggi si parla di una generazione nativa digitale, di quei bambini e quei ragazzi nati nell’era della tecnologia informatica – a disposizione delle masse –  capaci di usare dispositivi complessi con una facilità impressionante.

bambiniAnche in Siria esiste una generazione nativa digitale, ma oggi questa generazione lotta per la sua stessa sopravvivenza. Giovani che usano dispositivi collegati ai Social Network per raccontare in diretta la loro stessa morte; che camminano in punta di piedi nelle città e nei villaggi – per non farsi intercettare dalle milizie del regime – scattando foto e girando video che poi condividono con il mondo.

Nativi digitali che raccontano di bambini, donne e uomini che hanno trovato rifugio nelle caverne, tra le rocce, in mezzo agli animali che popolano quei luoghi. La generazione 3.0 racconta la Siria dell’anno 0, anzi, o.3 considerato che siamo già al terzo anno di violenze contro la popolazione civile inerme.

L’osservatore disattento potrebbe pensare che lo sviluppo tecnologico a scopi di pace sia stato voluto tanto quanto quello di guerra. Non è così. Le tecnologie di pace sono le briciole di un lauto pasto servito al tavolo della distruzione planetaria“. Antonino ZichichiScienza ed emergenze planetarie, 1993

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