Dal primo lenzuolo bianco al sudario

Usama Karamah Alwaer 23 maggio 201323 maggio 2013 – Al Waer, Homs

Il piccolo nella foto si chiama Usama Karamah. Troppo piccolo per vivere gli orrori della guerra, troppo piccolo per morire. E’ passato troppo poco tempo da quando Usama riempiva di gioia il cuore e l’anima dei suoi genitori con la sua nascita. Il travaglio, la corsa in ospedale, poi la nascita. Come per ogni neonato tutti hanno atteso il suo primo vagito e quando quella vocina si è fatta sentire, è sembrato che per un attimo fossero spariti tutti i  suoni del mondo…

Poi i bombardamenti, l’angoscia, l’orrore; il piccolo Usama è morto insieme ad altri bambini della sua città, insieme ad altri bambini della Siria. Come vuole la tradizione islamica al morto vengono riservate le stesse cure che vengono riservate al neonato: quando  le condizioni lo permettono, viene lavato, profumato, avvolto senza vestiti in un sudario bianco. Tra il primo lenzuolo e l’ultimo dovrebbe passare il tempo della vita; un tempo che in Siria ormai non esiste più.

Usama è uno dei tanti fiori recisi in Siria; fiori che formano una distesa di desolazione e silenzio.

Usama Karamah Alwaer 23 maggio 20132

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