L’urlo del silenzio: se 110 vittime non sono più nemmeno un numero

Homs 17 maggio 201316 maggio 2013 – Dalla martoriata Siria

E’ di 110 vittime, tra cui 7 bambini, il bilancio delle vittime cadute oggi in Siria. E’ Damasco, la capitale, la città più colpita, con 66 vittime accertate. I comitati di coordinamento locale, che registrano i decessi e monitorano la situazione città per città, fanno sapere che le località bombardate oggi sono state 379, in particolar modo nelle città di Helfaya e Hama. I testimoni denunciano l’impiego, da parte dei velivoli militari del regime, anche di bombe al fosforo e bombe a grappolo.

Il bollettino di guerra è stato aggiornato anche oggi. Poche righe, che forse nessuno più leggerà: le violenze durano da così tanto tempo, che le vittime non vengono più considerate nemmeno come numeri e parlare di Siria a molti dà persino fastidio. C’è chi percepisce la tragedia siriana come un film che si è protratto per troppo tempo, che è diventato ripetitivo.

Ma la Siria non è un film, è la realtà di una nazione a quattro ore di volo dall’Italia, è la realtà di una nazione che è stata culla della civiltà ed emblema della convivenza, è la realtà di un popolo che ha chiesto libertà e che per questo viene ucciso. Il dramma siriano è il dramma di un tiranno che uccide il proprio popolo per brama di potere, ma è anche il fallimento della diplomazia, della giustizia, della coscienza degli esseri umani.

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