I crimini di guerra in Siria: processi senza vera giustizia?

Pubblicato su: Valigia Blu

Anwar al‑Bounni è una delle coscienze giuridiche più lucide della diaspora siriana e in questa intervista analizza lo stato attuale della giustizia transizionale, il significato degli arresti degli ex uomini del regime e indica quali dovrebbero essere le condizioni necessarie perché la Siria possa finalmente avviare un percorso fondato sul diritto, non sulla vendetta.

“Processare criminali di guerra con un sistema giuridico che non contempla questa tipologia di reato: è quanto sta accadendo in Siria dopo la caduta del regime di Bashar al Assad, suscitando sdegno e preoccupazione tra gli esperti di diritto e i familiari delle vittime, che parlano di “processi-spettacolo”.

“Io sono certo che la Siria diventerà uno Stato civile, moderno e democratico. Non ho dubbi su questo, ma la caduta del regime non significa che tutto sia finito. Siamo usciti da un tunnel buio, ora c’è la luce. Ma la strada davanti a noi non è asfaltata: è piena di ostacoli, trappole, fosse, e persone che ci tirano pietre, dall’interno e dall’esterno del Paese. Non tutti coloro che hanno combattuto il regime volevano costruire uno Stato per tutti i siriani”.

Il mio nuovo contributo su Valigia Blu. Si legge qui.

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