Aleppo, strage di civili al mercato. Non si arrestano i bombardamenti del regime

Nel giorno in cui il mondo celebra la Giornata Mondiale della Pace, il 21 settembre, in Siria continua il massacro dei civili.

Nel pomeriggio di oggi i bombardamenti aerei del regime hanno colpito il quartiere residenziale di AlShaar, ad Aleppo, colpendo il mercato affollato di civili. Decine di donne, bambini, anziani e uomini sono rimasti uccisi e feriti dallo scoppio dei cosiddetti ‘ordigni elefante’. Le deflagrazioni hanno provocato vittime e danni anche a palazzi e negozi dell’affollata via.

Sul posto sono intervenuti i volontari del Syrian Civil Defence, prestando soccorso ai feriti, estraendo vittime dalle macerie, dalle case e dalle auto incendiate.

Secondo il Syrian Network for Human Rights, la principale causa di morte in Siria continuano a essere i bombardamenti aerei. E mentre si moltiplicano le dichiarazioni di sostegno al regime siriano, con le promesse iraniane e russe di inviare nuovi uomini e mezzi, con il pretesto di colpire l’Isis, i civili siriani sono ancora bersaglio di attacchi e violenze da parte del loro stesso governo. Uccisi dalle armi pagate con le loro stesse tasse.

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Il silenzio che avvolge questa ennesima strage di innocenti è di sostegno alla propaganda di Assad, che sulla scena internazionale, millantando la sua contrarietà al terrorismo, sta riconquistando consensi. La diplomazia mondiale sembra cieca di fronte a queste violenze e sembra che in Siria ci sia uno scontro a due, da un lato il regime, dall’altro Isis e che si debba necessariamente scegliere tra il minore dei mali. Ma Assad e Isis sono ile due facce della stessa medaglia: il primo commette atti di terrorismo di Stato, i secondi sono artefici di terrorismo internazionale. E i milioni di siriani che stanno subendo tutto questo? La realtà è che esiste una società civile siriana che vuole vivere, che chiede il rispetto dei propri diritti umani e l’apertura di corridoi umanitari, che è contraria ad Assad e altrettanto contraria all’Isis, che è vittima di entrambi e invisibile alla diplomazia del mondo, che non vuole il minore dei mali, ma la scelta di un sostegno concreto alla popolazione.

Le immagini che seguono sono scioccanti, ma è doveroso pubblicarle per denunciare e raccontare cosa sta accadendo in queste ore in Siria.

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