In fin di vita il citizen journalist Trad Sharky di Al Qusayr – video

1743579_482932685146761_1729602570_n16 febbraio 2014 -Al Qusayr, provincia di Homs

Il citizen journalist Trad Sharqy, l’occhio della città di Al Qusayr, così soprannominato per la sua incessante attività di documentazione, è stato gravemente ferito nella giornata di domenica 16 febbraio 2014. Il giovane si trova in fin di vita.

I suoi amici e colleghi per ora non vogliono rilasciare dichiarazioni e hanno chiesto agli altri giornalisti e attivisti siriani di pregare per lui. Lo stiamo facendo e continueremo a farlo. Trad è per tutti uno spiraglio di luce: per chi è in Siria e sa che attraverso il suo lavoro il dramma che si sta consumando verrà raccontato al mondo intero e per chi, giornalisti e non, dall’estero questi racconti li vuole tradurre e diffondere il più possibile. Un esempio di come il citizen journalism e il media-attivismo abbiano avuto e abbiano tutt’ora un ruolo vitale per testimoniare il dramma censurato di un intero popolo.

Trad aveva ripreso molti feriti, innumerevoli bombardamenti, diversi scontri, ma aveva anche voluto rendere omaggio ai martiri immortalando i loro volti per non consegnarli all’oblio. Trad ora sta lottando contro la morte; quando è stato colpito aveva in mano la sua handycam e stava facendo riprese. Quella stessa videocamera con cui, in un’intervista alla CNN rilasciata nel giugno del 2002, diceva di voler sconfiggere bashar al assad. Il dramma che sta affrontando questo ragazzo riporta alla luce la tragedia dei tanti giornalisti, citizen reporter, fotografi, registi, cameraman uccisi in Siria dal regime e dalle brigate qaediste. Esecuzioni mirate, per mettere a tacere i testimoni viventi di un genocidio.

Trad vuole sconfiggere il regime con le sue riprese. Per noi lo ha già fatto. Ha vinto lui, perché è emblema di coraggio. Aspettiamo solo di ricordarglielo. Coraggio Trad!

Video 1 – Trad Sharky intervistato dalla CNN

Video 2: Trad Sharky e il suo inseparabile amico e collega Hady Alabdallah documentano il dramma dei bombardamenti su Al Qusayr

 

 

 

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