Cosa hai preparato per l’inverno? La misericordia divina

Al Rastan 25 ottobre 201325 ottobre 2013 – Al Rastan

La povertà è figlia dell’ingiustizia e della guerra: oggi in Siria la povertà sta dilagando, ma la popolazione non si vuole arrendere alla logica della morte e le donne più anziane, con la loro determinazione e il loro coraggio, stanno aiutando a sopravvivere le donne più giovani.

La guerra e le privazioni hanno riportato la popolazione indietro nel tempo, a quando si viveva senza luce, né gas, senza elettrodomestici, né riscaldamento e spesso perfino senza l’acqua corrente in casa. Un tempo si cucinava a legna e i forni erano costruiti in terracotta e pietra nei cortili delle case; poi sono arrivate le cucine moderne, quelle che funzionano con la bombola a gas o vanno a corrente elettrica. Un tempo il grano si macinava a mano e le donne facevano il pane in casa. Le generazioni siriane moderne hanno visto i forni in terracotta – chiamati Tannur –  solo in foto o nelle vecchie case di periferia. Il pane si compra in panetteria e viene venduto in sacchi trasparenti: nessuno è più abituato a prepararlo in casa.

Oggi le donne siriane più anziane, quelle che hanno visto le loro madri e le loro nonne sedute di fronte al Tannur a fare il pane con la farina precedentemente macinata con lunghe ore di lavoro stanno insegnando ai propri figli e alle proprie figlie come si costruisce un forno che non funzioni né a gas, né a corrente e come si fa il pane in casa. Le anziane costruiscono forni in terra cotta con le loro mani e con la farina rimediata nelle case abbandonate o consegnata dalle associazioni umanitarie, preparano il pane.

“Cosa hai preparato per l’inverno”, chiede il citizen journalist alla donna che di fronte a lui sta costruendo un Tannur. “Solo la misericordia divina figlio mio. Non abbiamo neppure i soldi per comprare abiti invernali. Per accendere questo Tannur avrei bisogno di legna, ma non abbiamo nemmeno quella. Ho raccolto delle sterpaglie e dopo le accenderò”.

E’ la Siria del 2013, la Siria stremata da più di 21 mesi di violenze. E’ la Siria dei civili lasciati soli a patire pene indicibili. E’ la Siria delle donne che continuano ad educare alla vita e all’amore, che con le loro mani benedette accarezzano gli orfani e portano in tavola la misericordia che ha il profumo del pane.

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