Il TPP condanna l’UE sui migranti nel Maghreb e si mobilita per l’Argentina.

La Sentenza della 56esima sessione del Tribunale sui migranti del Maghreb è stata presentata a Bruxelles e Rabat

Tra marzo e aprile si sono tenute due importanti iniziative di chiusura della 56ª sessione del Tribunale sulle violazioni dei diritti umani dei migranti da parte degli Stati del Maghreb, dell’Unione Europea e di alcuni dei suoi Stati membri.

La prima presentazione della Sentenza, tenutasi a Rabat il 31 marzo 2026, ha offerto un’analisi esaustiva delle testimonianze, della documentazione e delle relazioni degli esperti che hanno partecipato alla sessione pubblica a Palermo dal 23 al 25 ottobre 2025, in occasione del festival Sabir organizzato dall’Arci.

L’iniziativa a Bruxelles ha fatto seguito alla presentazione di Rabat, e si è concentrata sul ruolo e le responsabilità dell’Unione Europea in materia di controllo delle frontiere esterne e di criminalizzazione della migrazione.

La sessione sui migranti del Maghreb si inserisce in un contesto di repressione sistematica, istituzionalizzata e persistente nei confronti dei migranti, che si manifesta attraverso la crescente militarizzazione delle frontiere, l’uso sistematico della forza, la proliferazione di luoghi di detenzione e la criminalizzazione della solidarietà attraverso procedimenti legali o pressioni amministrative razziste e xenofobe.

La Sentenza del TPP, strettamente collegata alla precedente sessione del Tribunale sui diritti dei migranti e dei rifugiati tenutasi dal 2017 al 2020, ha riconosciuto la complicità dell’Unione europea e di molti dei suoi Stati membri nella violazione dei diritti dei migranti. La decisione del Tribunale mira a contribuire allo sviluppo di una strategia di cambiamento, con il sostegno essenziale delle organizzazioni che hanno richiesto questa sessione, che abbia l’obiettivo di rappresentare uno strumento per stimolare iniziative e movimenti che coinvolgano ampiamente l’opinione pubblica e che possano contribuire alla ricerca di giustizia per le collettività dei migranti.

I video di entrambi gli eventi sono disponibili sul canale Youtube del Tribunale

Scarica la Sentenza in inglese

A cinquant’anni dal golpe: il TPP e la sessione sull’Argentina

La memoria dei cinquant’anni dall’inizio formale della dittatura militare che trasformò l’Argentina, per oltre otto anni, in un incubo di terrore, si è tradotta oggi in una mobilitazione ampia e strutturata della società civile contro il permanere di forme contemporanee di autoritarismo, rappresentate dal governo di Javier Milei come una delle espressioni più radicali delle attuali “dittature civili”, fondate sulla normalizzazione della violenza sociale, della repressione e dell’estrema diseguaglianza.

In questo contesto, la decisione del Tribunale Permanente dei Popoli di convocare d’urgenza, a Ginevra nel 1980, una delle sue prime sessioni dedicate all’Argentina assume un significato che va ben oltre il valore storico o simbolico. La sessione si collocava infatti nel pieno della denuncia internazionale delle violazioni sistematiche dei diritti umani commesse dalla dittatura instaurata nel 1976, quando molti organismi istituzionali internazionali faticavano ancora a riconoscerne la portata. Il TPP raccolse testimonianze, documenti e prove sulle sparizioni forzate, la tortura e la repressione politica, contribuendo a rendere visibile ciò che il regime tentava di cancellare.

La Sentenza rappresenta un passaggio fondamentale nell’affermazione del carattere internazionale delle violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani e della responsabilità degli Stati. Il Tribunale denunciò la strategia dei desaparecidos come una forma particolarmente grave di crimine contro l’umanità, arrivando ad anticipare una lettura che riconosceva nell’intenzionalità politica della repressione il tentativo di distruggere non solo individui, ma anche un progetto collettivo di futuro, fino a configurare tale violenza nei termini di un vero e proprio genocidio.

A distanza di cinquant’anni, quella sessione continua a costituire un dispositivo essenziale di memoria, verità ed elaborazione del trauma storico. La Sentenza del TPP contribuisce ancora oggi alla costruzione di un linguaggio della responsabilità storica capace di interrogare il presente. I temi dell’impunità, della verità e della giustizia transizionale restano infatti centrali nella riflessione contemporanea sull’eredità dei regimi autoritari e sulle nuove forme di violenza politica e sociale.

In questo quadro, i materiali d’archivio della sessione del 1980, in particolare gli interventi di Eduardo Galeano, Salvatore Senese e Louis Joinet, rappresentano una fonte di straordinaria importanza. Galeano intreccia memoria storica e narrazione etica della violenza; Senese offre una lettura giuridico-politica della repressione e delle sue implicazioni internazionali; Joinet contribuisce invece alla definizione dei principi contro l’impunità destinati a diventare un riferimento centrale nel diritto internazionale dei diritti umani. Nel loro insieme, questi contributi mostrano come il lavoro svolto dal TPP continui ancora oggi a rappresentare uno strumento fondamentale di costruzione della memoria collettiva e di riflessione critica sul presente e sul futuro dei diritti umani e dei popoli.

Scarica la Sentenza in italiano