Fonte: Enab Baladi – Traduzione dall’arabo
La ricostruzione nel XXI secolo non è più solo una battaglia di cemento e acciaio; è diventata, nella sua essenza, una battaglia di dati. In un mondo in cui le nazioni vengono misurate in base alla loro capacità di produrre e utilizzare la conoscenza, i dati sono il carburante dell’economia digitale, lo strumento della governance moderna e il vero motore di qualsiasi sviluppo sostenibile.
Da questa prospettiva, Mohammed Tawfiq Nahlaoui, specialista in gestione web e dati, ha dichiarato a Enab Baladi che il recente annuncio di una partnership tra l’azienda siriana MDC e l’azienda saudita Cypher per la creazione del primo data center di livello Tier III in Siria va ben oltre un semplice accordo commerciale o tecnico.
Nahlaoui considera questa partnership un passo fondamentale verso la costruzione di un’infrastruttura digitale nazionale in grado di supportare la trasformazione digitale, rafforzare la sovranità informativa e preparare il Paese a un’economia basata sui dati.
Secondo l’accordo di partnership, il centro offre una suite completa di servizi di cloud hosting, cybersecurity e sicurezza digitale 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a enti governativi, banche e aziende private, con un impegno totale verso gli standard di sovranità digitale e la sicurezza dei dati in Siria. Si prevede che ciò attrarrà un’ondata di investimenti tecnologici regionali.
Lo sviluppo inizia con i dati
Nahlaoui ha affermato che i dati diventano una “bussola strategica” durante le fasi di recupero e ricostruzione, prevenendo sprechi, migliorando l’allocazione delle risorse e supportando un’erogazione equa dei servizi.
Così come le fabbriche non possono funzionare senza energia e le città non possono essere costruite senza cemento, non è possibile formulare politiche pubbliche efficaci senza dati accurati, aggiornati e analizzabili.
Secondo Nahlaoui, i censimenti della popolazione, le indagini socioeconomiche e i dati su istruzione, occupazione, migrazione e salute non sono semplici tabelle numeriche. Sono il linguaggio della realtà e l’assenza di questo linguaggio significa pianificare al buio.
Dare priorità agli sforzi di ricostruzione è impossibile senza una comprensione realistica della distribuzione della popolazione, così come non è possibile costruire scuole, ospedali e infrastrutture di servizio senza una valutazione precisa delle lacune e dei bisogni territoriali.
Lo specialista di gestione web e dati ha aggiunto che la creazione di un data center sofisticato, insieme a un centro operativo di sicurezza informatica, rappresenta un passo significativo verso la protezione delle risorse digitali e il rafforzamento della fiducia nell’infrastruttura tecnologica. Nahlaoui ha sottolineato che un approccio puramente tecnico è insufficiente, evidenziando la necessità di distinguere chiaramente tra il contenitore (centri dati, server e reti) e il contenuto (i dati stessi, la loro qualità, i metodi di generazione, integrazione e analisi).
L’esperto tecnico ha rilevato un divario tangibile tra la capacità tecnica di archiviazione ed elaborazione e la capacità istituzionale di produrre dati affidabili e utilizzarli nei processi decisionali. Ha sostenuto che un centro dati, per quanto avanzato, non crea valore di per sé; il valore si realizza piuttosto quando i dati vengono trasformati in conoscenza e la conoscenza in politiche.
Un piano strategico globale
Uno specialista in gestione dei dati raccomanda di adottare un percorso strategico chiaro, che coinvolga il governo, il settore privato e la società civile, per trasformare la nascente infrastruttura digitale in un vero e proprio catalizzatore per la ricostruzione in Siria.
Priorità del censimento nazionale e della governance dei dati
Un censimento completo della popolazione e indagini nazionali periodiche costituiscono una priorità strategica assoluta. Nessun Paese può pianificare il proprio futuro ignorando le proprie realtà demografiche e sociali.
Nahlaoui ha sottolineato l’importanza dello sviluppo di quadri legislativi e istituzionali che regolamentino la proprietà, il flusso e la condivisione dei dati tra i diversi settori, garantendo al contempo la privacy e la protezione dei dati personali. L’integrazione dei dati è un prerequisito per una visione complessiva.
Ha affermato che le infrastrutture digitali sono inutili senza personale qualificato in grado di analizzare, interpretare e collegare i dati ai processi decisionali. Sviluppare competenze nazionali in ambito di scienza e analisi dei dati non è più un lusso, ma una necessità sovrana.
Ha concluso affermando che rendere disponibili i dati non sovrani in formati aperti e strutturati consente a imprenditori, ricercatori e sviluppatori di creare soluzioni digitali che favoriscano lo sviluppo e stimolino un’economia basata sulla conoscenza.