O diventi una macchina di morte, o vieni ucciso

Ahmad Mohamed Arrabat - 11 maggio 201511 maggio 2013 Hay Almaydan

Il giovane nella foto si chiamava Ahmad Mohamed Arrebat. La notizia della sua morte è giunta alla famiglia i primi giorni di maggio: il giovane era un militare dell’esercito regolare di istanza in una località ai confini con l’Iraq. Ahmad era stanco della guerra, stanco delle rappresaglie, stanco di quella vita che non aveva scelto e in cui non si sentiva felice. Il giovane ha così deciso di defezionare e lasciare le armi, ma è stato catturato dalle autorità irachene, che lo hanno consegnato nelle mani dei colleghi siriani.

Il corpo di Ahmad è tornato a casa avvolto in un sudario, pieno di lividi, con segni di tortura indicibili. Ahmad non era nato per combattere, non avrebbe mai causato volontariamente la morte di nessuno. Ora Ahmad è libero.

Lo stesso destino è toccato a molti altri giovani siriani che hanno lasciato le armi rifiutando di uccidere i loro stessi famigliari. Ahmad non ha voluto trasformarsi in una macchina di guerra e la guerra lo ha ucciso. Un’altra vittima innocente di una situazione disumana.

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