Premio CineMigrare 2026 ad Asmae Dachan

Riconosciuto il suo impegno nel racconto delle migrazioni e dei diritti umani

CATANIA – La scrittrice e giornalista italo-siriana Asmae Dachan è stata insignita del Premio CineMigrare 2026, riconoscimento assegnato nell’ambito di Etnabook – Festival Internazionale del Libro e della Cultura di Catania a personalità e opere che si distinguono per l’impegno civile, sociale e culturale sui temi delle migrazioni, dell’integrazione e del dialogo interculturale.

Il premio è stato attribuito al volume”Siria, il giorno dopo. Le ferite e le speranze”, pubblicato da add editore, un’opera che nasce dal ritorno dell’autrice nella terra delle proprie origini all’indomani della caduta del regime di Assad e che raccoglie testimonianze, incontri e riflessioni sulla difficile ricostruzione del Paese dopo oltre un decennio di guerra.

Nelle motivazioni del riconoscimento si legge che il premio viene conferito «per l’impegno costante nel raccontare, con profondità etica e sensibilità narrativa, le storie, le ferite e le speranze legate ai temi della migrazione e dei diritti umani». La giuria ha inoltre sottolineato come il lavoro di Dachan, caratterizzato da rigore giornalistico e da una forte voce autoriale, contribuisca a costruire consapevolezza, dialogo e memoria collettiva.

La consegna del premio è avvenuta il 24 settembre durante la serata inaugurale dell’ottava edizione di Etnabook, ospitata nella Corte Mariella Lo Giudice del Palazzo della Cultura di Catania. La manifestazione ha celebrato autori, studiosi e protagonisti della cultura che, attraverso il proprio lavoro, promuovono valori di inclusione, cittadinanza e confronto tra culture diverse.

Per Asmae Dachan, giornalista professionista, scrittrice, fotografa e studiosa del Medio Oriente, il riconoscimento rappresenta un’ulteriore conferma di un percorso professionale dedicato al racconto delle conseguenze umane dei conflitti, delle migrazioni e delle violazioni dei diritti fondamentali. Da anni impegnata nella divulgazione e nell’approfondimento della realtà siriana, l’autrice ha trasformato il giornalismo in uno strumento di testimonianza, dando voce a chi troppo spesso rimane ai margini del racconto pubblico.

Con il conferimento del Premio CineMigrare 2026, il festival ha voluto riconoscere non solo il valore letterario di Siria, il giorno dopo, ma anche la capacità dell’autrice di trasformare la narrazione delle migrazioni in un ponte tra memoria, identità e futuro, restituendo umanità a numeri e statistiche e riportando al centro le storie delle persone.