Tre anni fa il terremoto in Siria-Turchia

Condivido qui un mio articolo pubblicato su Altreconomia il 15 febbraio del 2023, pochi giorni dopo il devastante terremoto che ha colpito la Turchia meridionale e la Siria del nord. Il 6 febbraio 2023, alle prime ore del mattino, un terribile sisma di magnitudo 7.8, seguito poche ore dopo da una seconda scossa di magnitudo 7.5, ha colpito il sud della Turchia e il nord della Siria, generando una delle peggiori catastrofi naturali nella storia recente della regione. Il tragico bilancio fu di oltre 59mila vittime – di cui quasi 4mila siriani – e 8mila in Siria. oltre 120mila persone sono rimaste ferite, milioni quelle sfollate tra i i due Paesi. Intere città — tra cui Kahramanmaraş, Hatay, Gaziantep in Turchia e Aleppo in Siria— hanno subito crolli diffusi, con infrastrutture critiche distrutte, strade interrotte e servizi essenziali paralizzati. Anche in quella occasione la crudeltà del regime di al Assad si abbatté sulla popolazione nelle aree sotto il controllo dell’opposizione, dove venne impedito per giorni l’ingresso delle squadre di soccorso internazionali, provocando ulteriori vittime.

“Il terremoto ci ha sconvolto tutti, adulti e bambini”. Voci e testimonianze da Gaziantep

L’imbarazzante politicizzazione dell’emergenza umanitaria, che la Siria già viveva a causa di oltre dodici anni di conflitto, ha ulteriormente fatto emergere la necessità di un’urgente soluzione politica che consenta fermare le ostilità, alleviare le sofferenze dei civili e permettere l’inizio di una nuova pagina. La sicurezza in Siria permetterebbe anche il rientro in patria per milioni di profughi, tra cui quelli che ormai da anni vivono in territorio turco, spesso in condizioni di grande precarietà. Il sisma, per queste persone, in prevalenza donne e bambini, è stato un nuovo colpo al cuore. In migliaia, dopo essere riusciti tra mille difficoltà ad allontanarsi dalle violenze e aver ricominciato a vivere, si sono ritrovati nuovamente senza un tetto sopra la testa, nella più totale vulnerabilità. Le conseguenze di questa nuova crisi nella crisi sono molto pesanti, in particolare per i bambini più fragili. Abbiamo contattato nuovamente il dottor Zakreia Almohammad, fondatore dell’Al Anees Center for children with special needs di Gaziantep, una delle città frontaliere più colpite dal sisma, che avevamo intervistato lo scorso giugno per raccontare la situazione dei bambini e delle loro famiglie

Sul terremoto sono intervenuta anche qui: Asmae Dachan sul terremoto in Siria: “Le scosse fanno più paura delle bombe”

Qui un articolo di Riccardo Cristiano: Siria, uso criminale del terremoto