Ora Damasco teme il “contagio”E schiera le truppe sul confine

di Asmae Dachan

Avvenire, pag 3 – 11 marzo 2026

La frontiera tra Libano e Siria è tornata a essere
una linea di frizione, un margine sottile dove
si intrecciano paura, fuga e calcolo strategico.
Nelle ultime settimane, mentre la guerra tra Iran e il
fronte Stati Uniti–Israele si è trasformata in un conflitto
regionale a più livelli, Damasco ha dispiegato
rinforzi militari lungo i valichi di confine, soprattutto
tra Qalamoun, Homs e la regione di Talkalakh. E
della necessità di migliorare il controllo dei confini
hanno discusso in una telefonata il presidente siriano
Ahmad al-Sharaa e quello libanese Joseph Aoun.
Il ritorno dei profughi siriani dal Libano ha assunto
proporzioni senza precedenti: dal 2 marzo, secondo
l’Acnur, sono oltre 80mila i siriani che hanno attraversato
il confine libanese. Erano già più di mezzo
milione quelli che avevano attraversato la frontiera
in poco più di un anno, spesso non per scelta
ma per necessità. Le aree più colpite dai bombardamenti
israeliani nel sud del Libano, insieme al collasso
economico e alla crescente ostilità sociale, hanno
reso la permanenza nel Paese dei cedri impossibile
per molte famiglie siriane.
Le immagini dei convogli che risalgono la valle della
Beqaa…

Articolo completo uscito su Avvenire (versione cartacea)