Baghdad, uccisa Yanar Mohammed: un’attivista e femminista antelitteram

È stata la fondatrice di Owfi – Organization of Women’s Freedom in Iraq. Il suo assassinio è avvenuto il 2 marzo e ha aperto una frattura profonda nella società irachena perché rappresenta la soppressione violenta di una delle voci più autorevoli e scomode del femminismo arabo contemporaneo. «Dobbiamo salvare le bambine dall’analfabetismo e dai matrimoni precoci. L’istruzione e la formazione sono le uniche chiavi contro la privazione dei diritti delle bambine di oggi e delle donne di domani», affermava

L’assassinio di Yanar Mohammed, avvenuto il 2 marzo 2026 davanti alla sua casa a Baghdad, ha aperto una frattura profonda nella società irachena. Non è solo la morte di una donna: è la soppressione violenta di una delle voci più autorevoli e scomode del femminismo arabo contemporaneo, una figura che per oltre vent’anni ha incarnato la possibilità di un Iraq diverso, più giusto, più libero, più umano. Ha protetto le persone dove c’era pericolo, ha creato piattaforme in cui le donne potevano parlare e ha insistito sul fatto che tutti meritano pieni diritti, a partire dalle donne. La sua uccisione – due uomini su una motocicletta che aprono il fuoco mentre rientra a casa, come confermato da IraqiNews e Front Line Defenders – è stata definita da Owfi, l’organizzazione che lei stessa aveva fondato, un “crimine terroristico codardo”. E la reazione immediata di collettivi femministi, giornaliste e attiviste irachene mostra quanto profondo sia il vuoto che lascia…

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