Almeno tre vittime nelle alluvioni che hanno colpito il nord-ovest della Siria

Le piogge torrenziali che hanno colpito il nord ovest della Siria tra il 7 e l’8 febbraio 2026 hanno provocato almeno tre vittime e lo sfollamento di centinaia di famiglie, aggravando una situazione umanitaria già estremamente fragile nelle aree di Idlib e della campagna di Latakia.
Secondo una dichiarazione del Ministero siriano per la Gestione delle Emergenze e dei Disastri, Raed As-Saleh, riportata da Alekhbariah TV, le inondazioni improvvise hanno colpito 22 campi di sfollati nella zona occidentale di Idlib e diverse comunità rurali, in un’aerea già fortemente provata. Le aree colpite sono tra le più povere e precarie della Siria e la gente è esasperata.

Le immagini sono spaventose, le testimonianze raccolte dai giornalisti locali raccontano di una popolazione stremata e stanca di essere dimenticata, mortificata dall’assistenzialismo, che chiede soluzioni urgenti e durature. Il bilancio è pesante, mentre le condizioni meteo non accennano a migliorare. Due bambini sono morti dopo essere stati trascinati via dalla corrente in un’area montuosa tra al Assaliya e Ain Issa, nella regione di Jabal Turkman, mentre un volontario della Syrian Arab Red Crescent ha perso la vita in un incidente stradale mentre la squadra si dirigeva verso le zone colpite. Altri sei volontari sono rimasti feriti.
Le acque hanno sommerso oltre abitazioni nel villaggio di Sheikh Hassan, nelle campagna di Latakia, e quarantasette case nella provincia di Idlib. Oltre 650 famiglie hanno subito la distruzione totale delle loro abitazioni, mentre più di 1.300 nuclei familiari hanno riportato danni parziali. L’ospedale di Ain al Bayda, nell’area di Kharbat al Jawz, è stato evacuato dopo essere stato invaso dall’acqua, costringendo allo spostamento di pazienti, personale medico e incubatrici neonatali.
Le autorità locali hanno allestito sette rifugi temporanei in scuole della zona occidentale di Idlib, distribuendo aiuti d’emergenza alle famiglie più colpite e fornendo assistenza medica immediata.

In un appello urgente, Syrian Network for Human Rights – SNHR ha denunciato l’estensione dei danni nei campi per sfollati interni, dove le piogge hanno distrutto o allagato centinaia di tende. Secondo le prime stime, 931 famiglie sono state colpite, di cui 494 hanno perso completamente tende e beni essenziali. Almeno 24 campi hanno riportato danni significativi, tra erosione del terreno, crollo delle strutture e distruzione di coperte e scorte alimentari.
proprio nelle aree settentrionali. Le strade sterrate che collegano i campi sono diventate impraticabili nelle prime ore dell’emergenza, ostacolando l’arrivo delle squadre di soccorso. Molte famiglie hanno trovato riparo in scuole e moschee, in condizioni di freddo intenso e sotto piogge persistenti.
Una crisi ricorrente per oltre un milione di sfollati
Nel nord della Siria si contano circa 1.150 campi per sfollati, che ospitano ancora più di un milione di persone in condizioni estremamente precarie, senza infrastrutture adeguate, sistemi di drenaggio o protezioni contro gli eventi climatici estremi. SNHR sottolinea che i danni che si ripetono ogni inverno rappresentano una violazione continua del diritto a un alloggio dignitoso e alla protezione, soprattutto per bambini, donne e anziani. Le squadre di difesa civile e i volontari locali hanno avviato operazioni di evacuazione, soccorso e pompaggio dell’acqua, ma – come evidenziato da SNHR – la risposta è ostacolata da gravi carenze di attrezzature, macchinari e carburante, mentre le previsioni indicano ulteriori precipitazioni.