Condivido oggi alcuni articoli per dare voce alle comunità assire del nord-est della Siria, che meritano di essere ascoltate e a cui non viene dato spazio nella narrazione dominante, troppo spesso polarizzata e quindi non coerente con la complessa realtà sul campo. Va ricordato che gli assiri sono una delle numerose componenti etniche e religiose della Siria. Si tratta di “un popolo semitico originario della Mesopotamia, con una storia che unisce l’eredità dell’antico impero assiro alla cultura cristiana siriaca. Parlano dialetti neo‑aramaici, praticano forme di cristianesimo siriaco e mantengono una presenza storica in Iraq e Siria, pur avendo oggi una diaspora molto ampia”. Come tutti gli altri siriani gli assiri hanno subito la guerra, il terrorismo dell’Isis, le ingerenze militari straniere, pagando un alto tributo di sangue e subendo la distruzione di villaggi e luoghi di culto, ma anche l’espropriazione di terre e case.
Nessuna narrazione manichea o polarizzante può rendere l’idea di quella che è la situazione reale, degli umori, delle paure e delle speranze della popolazione civile nei diversi villaggi e città del martoriato Paese. Sull’attuale situazione nel nord-est della Siria c’è una narrazione prevalente che definisce i “buoni” e i “cattivi” e poi c’è la complessa e disomogenea fotografia del Paese, dove di colori non ne esistono solo due, bianco e nero, ma vanno prese in esame e in considerazione tutte le sfumature, tutte le componenti etniche e religiose presenti. Anche se la complessità fa paura, è la sola paura buona per cercare di essere oggettivi, realistici, critici e vigili. In Siria nulla è facile, semplice, lineare. Leggere fonti diverse può aiutare.
Il primo articolo è uscito su Assyrian Post il 30 gennaio 2026, intitolato Assyrian journalist: YPG killed more Assyrians than ISIS, e riporta la denuncia del giornalista assiro Shamoun Zitou all’emittente TV Assyria TV. “L’assassinio del leader assiro David Jendo, avvenuto nell’aprile 2015, fu inizialmente rivendicato dall’ISIS, ma in seguito si scoprì che era stato compiuto da agenti dello YPG dopo che Elias Nasser era riuscito a sopravvivere al tentativo di assassinio e a rivelare l’identità degli assassini. Lo YPG ammise quindi l’accaduto, ma affermò che i suoi membri avevano agito di propria iniziativa, rafforzando le affermazioni assire secondo cui lo YPG stava orchestrando gli attacchi e attribuendo la colpa a gruppi jihadisti”.
Il secondo è uscito il 23 gennaio 2026 Kurdish militia holds 35 Assyrian villages hostage in Syria “Nel frattempo, la macchina della propaganda curda è in piena attività, descrivendo il tentativo del governo di riprendere il controllo del suo territorio come un attacco alle minoranze. L’agenzia di stampa curda ANF, citando una dichiarazione dell’Unione Siriaca Europea (ESU), allineata al PKK, ha affermato: “Alla luce della guerra contro il Rojava, l’Unione Siriaca Europea mette in guardia da una nuova minaccia per la popolazione cristiana nella valle del Khabur. Dieci anni dopo gli attacchi dell’ISIS, i gruppi jihadisti potrebbero nuovamente prendere di mira la regione”. Questa affermazione è in contrasto con la posizione dell’Organizzazione Democratica Assira (ADO), il principale organismo di rappresentanza degli assiri in Siria. In un’intervista rilasciata giovedì al canale di informazione siriano Ikhbariya, Gabriel Moshe, un alto rappresentante dell’ADO, ha affermato che l’organizzazione accoglie con favore il ritorno delle istituzioni statali siriane, incluso l’esercito, nella Siria nord-orientale”.
Il terzo è stato pubblicato il 17 marzo 2025 su Newsweek e si intitola The Kurdification of Northern Iraq (Assyria) | Opinion scritto dal giornalista e scrittore Mohamed Ahmad. “Nel 2020, 117 famiglie assire nella valle di Nahla hanno perso l’accesso al 75 percento delle loro terre dopo che il governo regionale curdo (KRG) nel nord dell’Iraq ha revocato una legge volta a proteggere la proprietà assira. L’Asayish, l’organizzazione di sicurezza ufficiale del Kurdistan, prende regolarmente di mira gli assiri nella valle di Nahla, costringendoli a firmare false concessioni”.
Segnalo anche questo lungo articolo pubblicato su Syria Direct il 21 marzo 2023 ‘Strangers in our own homes’: A waning Assyrian community holds on in northeastern Syria. ““Ci sono stati decine di casi in tutte le comunità cristiane di persone che hanno cercato di rivendicare come proprie proprietà di proprietari assenti, utilizzando documenti falsi certificati dai tribunali del regime siriano”, ha detto Borsom. “Ci sono giudici, notai e avvocati che lavorano fianco a fianco per certificare documenti falsi in cambio di tangenti”“.
Da leggere anche l’articolo uscito il 4 dicembre 2019 su Foreign Policy Journal e si intitola Kurdish Tribes Stealing Assyrian Christian Lands.

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