Ancona, fiaccolata di solidarietà con la Siria per il IV anno di genocidio

DSCN3956Per ricordare le vittime e ribadire le ragioni del popolo siriano che chiede libertà contro la tirannia e il terrorismo, in tutto il mondo e in diverse città italiane ci sono state, nel weekend che si sta concludendo, manifestazioni, sit-in, flashmob ed eventi. Espressioni di vicinanza alla sofferenza di un popolo inerme che sta vivendo un’emergenza umanitaria, sociale e politica senza precedenti e che è stato abbandonato dalla diplomazia internazionale.

Le Marche e la città di Ancona, impegnate già dal 2011 per sostenere i civili siriani, hanno organizzato, per l’occasione, una fiaccolata di solidarietà che si è svolta sabato 14 marzo 2015 a partire dalle ore 18:00, con avvio del corteo da Piazza Roma. Una manifestazione doverosa per ricordare le vittime dimenticate e far arrivare al mondo la voce dei bambini, delle donne, dei giovani e degli anziani che vivono sotto la continua minaccia dei bombardamenti e delle violenze, che sono stati costretti ad abbondare le loro case e a rifugiarsi nelle tendopoli o nei campi profughi, affrontando l’ennesimo inverno al freddo, tra gli stenti. I presenti hanno voluto denunciare che da quattro anno i bambini non vanno a scuola, il sistema medico sanitario è paralizzato, la millenaria convivenza tra etnie e religioni diverse è minacciata.

Hanno partecipato tante persone che credono nella sacralità della vita umana, nell’autodeterminazione dei popoli, nell’uguaglianza, nel diritto alla libertà e alla partecipazione. Invitiamo autorità civili, religiose, politiche e culturali ad unirsi al corteo. L’invito è stato esteso  alle madri e i padri di famiglia affinché pensino ai bambini siriani come se fossero i loro figli. Tra i presenti tante persone che hanno preso a cuore la causa siriana, le associazioni di volontariato italo siriane Onsur e Ossmei, studenti, insegnanti, volontari di Amnesty Ancona, la Comunità Islamica delle Marche, giornalisti e fotografi.

Lo slogan dell’evento era: “Accendiamo una candela per la memoria e la speranza in Siria”.

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Il premio “A passo di notizia” il 7 marzo ad Asmae Dachan

658614-Ordine_Giornalisti_Marche_SIRIA_Invito_7marzo_500x518La cerimonia si svolgerà alla sala Viani della Mole Vanvitelliana. La collega italo-siriana esporrà anche le sue fotografie di reportage

L’Ordine dei giornalisti delle Marche organizza per il 7 marzo 2015 (ore 17), nella sala Viani della Mole Vanvitelliana di Ancona, la consegna del premio “A passo di notizia”, dedicato in questa edizione al giornalismo in zone di guerra. Il Consiglio ha deliberato di assegnare il premio, quest’anno, alla collega italo-siriana Asmae Dachan, per i suoi reportage nelle città siriane devastate dai combattimenti e nei campi profughi di confine, per l’intensa attività di informazione e sensibilizzazione svolta in stretto contatto con agenzie e reporter clandestini, e per l’impegno profuso nell’aiuto umanitario alle popolazioni civili coinvolte nel conflitto. Alla manifestazione pubblica del 7 marzo, che ha ricevuto il patrocinio dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale delle Marche, della Provincia e del Comune di Ancona, dell’Ordine nazionale dei giornalisti e dell’organizzazione umanitaria Onsur, sono state invitate le massime autorità civili e religiose regionali, provinciali e cittadine. Il programma prevede il saluto delle autorità presenti, la consegna del premio, una relazione della collega Dachan sulla situazione siriana e l’inaugurazione di una mostra fotografica che resterà aperta fino al 21 marzo.

#Siria #Ucraina: le nostre lacrime non cadono per terra

DSCN6319Natalia ha gli occhi meravigliosi, celesti come il colore della bandiera con cui è avvolta. L’abbraccio tra di noi dura qualche istante ed è sincero e intenso, come se ci conoscessimo da una vita, mentre è la prima volta che ci incontriamo. Sono in Lazio per alcuni importanti incontri di dialogo interreligioso; un fine settimana costruttivo, indimenticabile, con un confronto tra cuori e menti prima ancora che tra ideologie e diversità. Domenica salta l’ultimo appuntamento e così, invece di tornare a casa, decido di fermarmi per godermi la città eterna. A Piazza San Pietro la messa è appena finita quando arrivo. Ci sono persone da tutto il mondo. A un certo punto si sente di nuovo il suono del microfono e la gente guarda in alto. Si affaccia Papa Francesco per benedire la partita interreligiosa che ci sarebbe stata l’indomani. È un tripudio di applausi e fotografie. Anche la mia Nikon è tra le fortunate a immortalare quel momento. Nulla accade per caso. Questo fuori programma è in sintonia con l’andamento del weekend. Avviandomi verso la stazione, di fronte alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli noto una piccola folla di persone con le bandiere giallo celesti, i colori dell’Ucraina. Stanno manifestando contro Putin e la sua invasione. Stanno manifestando per la libertà e la vita nel loro Paese. Stanno manifestando per gli innocenti che vengono uccisi. Stanno avviando una campagna di sensibilizzazione e solidarietà. Mi fermo a parlare con loro e quando dico che sono siriana si stringono con affetto intorno a me: “quello che arma il vostro carnefice è lo stesso che uccide i nostri ragazzi”, mi dicono. Una signora aggiunge: “danno la parola a quelli che tagliano le teste per non far sentire la voce delle madri che piangono. Conosciamo questa politica”. Esprimo la mia piena solidarietà e condivisione della loro causa e loro fanno altrettanto. Natalia è una delle organizzatrici. Mi spiega che in quella piccola folla ci sono molte madri i cui figli stanno combattendo e morendo per difendere l’Ucraina. I suoi occhi si riempiono di lacrime e istintivamente le dico di farsi forza, di non piangere. “Le nostre lacrime non cadono per terra” – mi dice. “Ogni lacrima delle madri ucraine, ma anche di tutte le madri del mondo, è una goccia d’acqua benedetta che va a nutrire la terra dove riposano i morti”.

La comunità ucraina di Roma, mi dicono, manifesta tutte le settimane e vuole coinvolgere altri gruppi per far conoscere la sua causa. Mi regalano il bracciale celeste con la scritta Ucraina e io regalo il mio con la scritta Free Syria. Un sodalizio nella speranza di libertà e pace. Sono soprattutto donne a manifestare; molte lavorano come badanti e sono in Italia da sole. La loro dignità è grande. Guardo quel piccolo gruppo e la mente torna indietro di tre anni e mezzo, quando la comunità siriana d’Italia si incontrava per la prima volta in piazza e manifestava per chiedere la fine del regime. Sembra passata una vita; sono stati mesi logoranti che ci hanno segnato e cambiato per sempre. Dal desiderio della fine della dittatura siamo arrivati a supplicare la fine dei bombardamenti e delle operazioni di terrorismo. Sono cambiate molte cose, siamo cambiati noi. Tre anni ma ci sentiamo invecchiati di dieci. Le notti insonni, il dolore, l’ansia, l’attesa, il senso di impotenza, la confusione, il caos, la paura. Il silenzio del mondo e l’oblio. La nostra incapacità come siriani di fare squadra, di unirci, di volerci bene.  Il dolore per l’infanzia violata dei nostri figli. Le lacrime per i nostri morti, per i nostri feriti, per quelle città, quei quartieri, quei monumenti e quei luoghi simbolo della nostra identità che non esistono più. Il dolore per milioni di profughi e sfollati che vivono, anzi sopravvivono come sospesi in un limbo, nell’anticamera dell’inferno, abbandonati a se stessi. E quella piazza … una delle ultime  manifestazioni nazionali; una grande foto di Padre Paolo Dall’Oglio in prima fila e le nostre accorate preghiere per il suo ritorno. E la presenza discreta, solare, sincera, accorata di due fiori dai cuori bianchi. Due fiori ingiustamente lontani dal nostro sguardo ma così vicini nel cuore. E l’attesa cresce insieme all’ansia di riaverli qui. Di riaverli presto. Anche questo ha cambiato per sempre le nostre vite. Due fiori che si protendono a te per sollevarti dal dolore con il loro profumo e la loro purezza. Due fiori che diventano tuoi figli e fratelli.

Per star loro vicine, raccontiamo la Siria

10511173_10204458337244570_7645641407830054530_n“Se volete stare vicini a Vanessa e Greta, raccontate cosa succede in Siria e perché è in questa situazione”.

Con Diario di Siria accolgo questo appello dei famigliari di Greta e continuo il lavoro di documentazione sulla Siria stringendo i denti, pregando e aspettando il loro ritorno.

A chi mi chiama per dirmi che ha visto l’intervista del 2012 rispondo che in quel suo parlare pacato, in quel suo sguardo fuggente, in quelle sue parole piene d’amore e dolore, in quella foto che stringe tra le mani in cui è ritratto un bimbo ucciso dalle bombe, in quella fermezza nel voler raccontare e denunciare, accogliendo il grido di aiuto degli altri, si riconosce l’anima di Vanessa.

Non serve aggiungere altro.

Allego due interessanti articoli scritti da colleghi che hanno la mia stima, che vale la pena leggere per capirne di più:

1 – Di Fouad Roueiha, pubblicato su Hunasouria

http://hunasouria.altervista.org/vanessa-e-greta-schierate-con-i-siriani-quindi-terroriste/

2 – di Laura Silvia Battaglia: https://www.facebook.com/notes/laura-silvia-battaglia/lo-scandalo-della-bellezza/832269340125826

 

 

Padre Paolo Dall’Oglio, dodici mesi di silenzio

PAolo-dalloglio-rapito-5Sono passati dodici mesi dal sequestro in Siria di Padre Paolo Dall’Oglio, religioso gesuita italo-siriano. Dodici mesi in cui si sono alternati, nei cuori e nelle menti di chi l’ha conosciuto, stimato e amato, silenzio, ansia, preoccupazione, frustrazione e speranza. La speranza di riaverlo presto tra noi, di rivederlo all’opera, impegnato nel dialogo, deciso a far arrivare al mondo la voce della Siria, forte nella sua volontà di costruire ponti tra popoli e confessioni. Padre Paolo Dall’Oglio è la perfetta incarnazione di un ponte che collega occidente e mondo arabo, un romano doc folgorato dalla Siria, un cristiano consacrato, “innamorato dell’islam, credente in Gesù”, come lui stesso ama descriversi. Un anello di congiunzione di cui si sente terribilmente la mancanza, perché nessuno come lui ha saputo capire i siriani e la loro voglia di libertà e cambiamento e li ha saputi tradurre al mondo occidentale tramite le sue parole e la sua testimonianza. Un pellegrino del dialogo, coraggioso, determinato, generoso.

Siamo in molti a sentirci in qualche modo orfani in questa attesa, siamo in molti a scrivere stanotte, perché Padre Paolo ognuno l’ha vissuto a modo suo, ognuno lo ricorda con un aneddoto, ognuno ne sente la mancanza per una ragione o per l’altra, ognuno ha una foto scattata con lui nel periodo in cui è rientrato in Italia, che conserva gelosamente.

Dodici mesi di lontananza sono tanti, sono troppi per la famiglia, gli amici, i conoscenti, per i suoi compagni in questo pellegrinaggio della vita tra due mondi. Dodici mesi dolorosi perché in questo lungo periodo la Siria che lui tanto ama ha continuato a soffrire e morire nell’indifferenza generale e le voci del male e della discordia che ha sempre combattuto si sono fatte sempre più forti, soffocando i sussurri degli innocenti e il loro desiderio di un mondo libero per tutti.

Torna presto fratello Paolo, torna presto Padre Paolo, il mondo ha bisogno di ascoltarti, l’Italia e la Siria hanno voglia di riabbracciarti e di sentirsi di nuovo più vicine grazie a te, grazie alla tua voce decisa e potente, ma allo stesso tempo gentile e rassicurante. Una voce del bene, una voce che da troppo tempo non ascoltiamo.

“Fantasmi siriani” – di Luca Lancise

catania_sbarco_immigrati_04Il giornalista Luca Lancise ha ricostruito la vicenda dei “fantasmi siriani”: un racconto a più voci del dramma dei siriani in fuga dal genocidio, che transitano in Italia, dalla Sicilia a Milano, per poi raggiungere il nord Europa, in particolare la Svezia.

Cosa porti queste donne e questi uomini ad affrontare un viaggio tanto pericoloso e costoso è cosa nota: i bombardamenti, le esecuzioni, l’assedio, i sequestri, gli stupri, le torture che da oltre tre anni si consumano in Siria. Ma cosa li attende dopo, rimane un mistero: che vita avranno così lontano dal Paese d’origine, che opportunità verranno loro offerte? Una cosa è certa: questo fiume umano di famiglie che giungono in Italia dopo aver attraversato il mare, non intendono fermarsi qui. Sanno che non ci sono opportunità per loro e  procedono oltralpe.

Dalla Sicilia a Milano viaggiano in silenzio, come fantasmi, senza lasciare traccia, aiutati da mani fraterne che comprendono il loro bisogno di riservatezza e la loro fretta di giungere a destinazione. Una rete di fantasmi a cui Luca Lancise ha cercato di ridare una dignità minacciata e un volto umano.

http://www.raistoria.rai.it/articoli/crash-fantasmi-siriani/24659/default.aspx#.U0v1WokbLhw.facebook

Solidarietà alla Siria: manifestazione nazionale sabato 15 marzo a Roma

15 marzo 2014 manifestazioneComunicato stampa del Comitato promotore

Per la ricorrenza del terzo anniversario della rivolta siriana, un ampia coalizione di organizzazioni della società civile ha promosso una manifestazione nazionale in sostegno del popolo siriano e delle sue richieste di libertà e dignità. Questa mobilitazione vuole essere al fianco del popolo siriano, in sostegno alla sua legittima aspirazione ad autodeterminare il proprio futuro al riparo dalla brutale dittatura di Assad. L’appello alla mobilitazione è stato lanciato dai comitati di solidarietà nati in varie parti d’Italia ed è stato accolto dalle associazioni di siriani in Italia, da associazioni antirazziste, pacifiste, organizzazioni sindacali e della sinistra italiana, intellettuali e giornalisti (Un Ponte Per…, l’Associazione 3 Febbraio, ONSUR Italia, Beati i Costruttori di Pace, La Comune, mentre tra le adesioni individuali ci sono quelle dei rapper siriani Muhammad Abou Hajjar e Zanko El Arabe Blanco oltre a quella del giornalista Domenico Quirico, sequestrato in Siria dal 9 aprile all’8 settembre del 2013). Da notare anche l’appello convergente prodotto dalla Rete per la Pace, la più grande coalizione italiana di organizzazioni pacifista laiche e cattoliche, che ha espresso solidarietà ed invitato ad aderire al corteo di Roma (http://www.arci.it/speciale/iniziative/per_una_siria_di_pace_di_giustizia_e_di_liberta_solidarieta_al_popolo_siriano/index.html)

L’appello:
La manifestazione si svolgerà a Roma, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 15.00 ed arrivo in Piazza del Santi Apostoli e promuove un appello di 6 punti (in alleagato):

Libertà e autodeterminazione per il popolo siriano
– Via il regime criminale di Assad
– Contro le bande terroristiche che colpiscono la popolazione ed i rivoluzionari
– Fermiamo la spirale bellica, stop all’assedio delle città
– Libertà per i prigionieri
– Solidarietà con i profughi palestinesi in Siria, vittime della repressione del regime di Assad
– Protezione umanitaria ed accoglienza per i profughi siriani e per tutti gli immigrati

Perché il 15 Marzo?
Nonostante alcune timide avvisaglie ci fossero state già prima, la data del 15/3/2011 è stata scelta come inizio della rivolta siriana perché quel giorno nella città meridionale di Dara’a le forze di sicurezza di Assad arrestarono 14 bambini, colpevoli di aver scritto su un muro gli slogan della primavera araba rivolgendoli al regime di Damasco. I bambini furono restituiti alle famiglie con evidenti segni di torture, dopo che Dara’a aveva assistito a manifestazioni senza precedenti nella storia recente della Siria represse subito duramente. Pochi giorni dopo ad essere rapito è Hamza Al Khatib, 13 anni, il suo corpo senza vita verrà restituito alla famiglia irriconoscibile per le sevizie subite. Inizia così la rivoluzione per la “dignità e la libertà” che per ben 8 mesi prosegue in maniera non violenta con slogan che inneggiano all’unità nazionale, alla non violenza e chiedono la fine della dittatura e della corruzione con cui il clan Assad governa il paese da oltre 40 anni. A partire dall’estate del 2012  quella che era una rivoluzione pacifica si è trasformata in una rivolta armata.

Alcuni dati statistici:
Nonostante il Violation Documentation Centre (organizzazione siriana considerata indipendente, le cifre si riferiscono ai casi in cui è stato possibile verificare l’identità delle vittime e le circostanze del decesso – http://www.vdc-sy.info/index.php/en/) abbia censito “solo” poco più di 100.000 morti, le stime parlano di oltre 150.000 vittime ed alcune si spingono ad ipotizzare oltre 200.000 vittime. Sono circa 2 milioni e mezzo i rifugiati siriani registrati presso l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati, cui ne vanno aggiunti quasi altrettanti tra profughi non registrati e coloro che si sono trasferiti da parenti o amici nei paesi vicini. Sommando anche i milioni di sfollati interni si può dire che tra un quarto ed un terzo dei siriani ha dovuto abbandonare casa propria. Stando alle stime della Coalizione Nazionale Siriana delle Forze di Opposizione circa il 55% dei siriani è stato ucciso, torturato, ferito o sfollato dal regime di Assad. Centinaia di migliaia di siriani vivono oggi in aree sotto assedio, nel solo campo profughi palestinese di Yarmouk (periferia di Damasco) sono circa 190 i morti per fame, in buona parte bambini. Stando ai dati di Save The Children un bambino su tre ha subito violenza o è stato ferito, 5 milioni di bambini sono in condizione di necessità e tra le vittime della guerra ci sarebbero almeno 7000 bambini. Si tratta della guerra più catastrofica dal 1945 ad oggi, senza precedenti per i numeri dell’esodo. Meno dello 0,5% dei profughi siriani ha trovato rifugio in Europa.

Adesioni alla manifestazione di Roma, aggiornate all’ 8 Marzo:
Comitato di solidarietà con il popolo siriano di Roma, ONSUR Italia, Karama comitato di solidarietà con il popolo siriano di Bologna, Rose di Damasco, Curo Senza confini, Comitati Solidali Antirazzisti, Amici della libertà, La Comune Umanista Socialista, Comitato di sostegno al popolo siriano (Milano), Associazione antirazzista ed interetnica 3 Febbraio, Comunità Araba Siriana in Italia, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista dei Lavoratori, Unicobas, Informare X Davvero, Coordinamento dei siriani liberi di Milano, Non si Tratta (Bologna), Un ponte per…, Associazione culturale Libra, Unione Sindacale Italiana – AIT, Beati i Costruttori di Pace, Comitato Della Pace Solidale e Antirazzista del VII Municipio di Roma, Istituto per lo sviluppo olistico, Insieme per la Siria libera, Partito di Alternativa Comunista (LIT), Comitato Monteverde Antirazzista (Roma), Diario di Siria (blog), Associazione Retour, Frontiere News, Emmaus Italia, Associazione Siriani Liberi in Italia, Gruppo Dipende da Noi Donne di Bologna, Comitato Libertà e Democrazia per l’Egitto (Roma), Comitato A Human Way (Roma), Rifondazione Comunista Val di Scalve (Bergamo), Piero Soldini (CGIL-immigrazione), Germano Monti (Freedom Flotilla), Mohammad Abou Hajar (rapper siriano), Mauro Di Domenico (musicista),Domenico Iannacone (giornalista RAI), Zanko El Arabe Stanco (rapper siriano), Monica Maggi (poetessa), Cinzia Nachira (redattrice di Jura Gentium), Mario Santella (attore e regista), Domenico Quirico (giornalista, La Stampa), Fouad Roueiha (giornalista italo-siriano)

 

Logistica per la manifestazione di Roma:

Per raggiungere la capitale sono stati predisposti oltre 15 pullman che partiranno da varie località
https://drive.google.com/file/d/0B6qbhNIrmZoualNqal9fZFBQWFk/edit?usp=sharing

 

Chi non può partecipare al corteo di Roma:
Si può comunque esprimere solidarietà indossando dei nastri rossi oppure legando i nastri in luoghi pubblici esponendo cartelli e poster in sostegno del popolo siriano e farne filmati o foto da inviare a share@etilaf.org (preferibilmente via dropbox) prendendo parte così alla campagna internazionale “Be the revolution” (per ulteriori dettagli, si veda l’evento Facebook collegato: https://www.facebook.com/events/1415035568746081/?ref_dashboard_filter=upcoming) oppure inviando messaggi attraverso i social network usando i seguenti hashtag:
Twitter, Facebook: #standup4Syria
Instagram: #standup4Syria
Posters “Be the revolution”https://www.dropbox.com/s/m06w4nnxslj9z0y/posters.rar Video promo: http://www.youtube.com/watch?v=ifQl8Hx1Gv0

 

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/822838411076674/
Video promozionale: http://www.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=AUxjTPdHIf8&app=desktop
Spot radiofonico: https://soundcloud.com/fouadr/spot-15-marzo-2014 – https://soundcloud.com/fouadr/spot-15-marzo-2014-1 (la seconda versione è più breve)
15 Marzo nel mondo:
La mobilitazione italiana non sarà l’unica, sono previste manifestazioni ed eventi in molte città del mondo per sostenere le legittime richieste del popolo siriano e chiedere un impegno serio e concreto per porre fine alla guerra. Di seguito alcuni esempi, con i link aglli eventi Facebook:

Washingthon: https://www.facebook.com/events/259084830924740/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming
Londrahttps://www.facebook.com/events/666191770098888/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming
Montrealhttps://www.facebook.com/events/1403056706622996/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming
Missisagua (Canada): https://www.facebook.com/events/506423156133351/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming
Barcellonahttps://www.facebook.com/events/444378999027405/?ref=2&ref_dashboard_filter=upcoming
Madridhttps://www.facebook.com/events/217171168490904/?ref_dashboard_filter=upcoming
Parigi: piazza dei diritti umani (Trocadero) dalle 17.00 alle 21.00

Anche l’ ONG internazionale Save The Children ha scelto questi giorni per lanciare una campagna dedicata ai bambini siriani, con un video divenuto virale sul web, totalizzando milioni di visualizzazioni: http://www.savethechildren.org/site/c.8rKLIXMGIpI4E/b.7998857/k.D075/Syria.htm?msource=weolpsrc4v12

 

Per contatti stampa o maggiori informazioni:

Fouad Roueiha +39 3478548466 – Skype: Abu_Khaldoun – fouad.roueiha@gmail.com
Mario Menichetti +39 3477274252 – 15marzoSiriaLibera@gmail.com

Manifesti:

https://drive.google.com/file/d/0B6qbhNIrmZouY0xkZjJkTGRJMDg/edit?usp=sharing

https://drive.google.com/file/d/0B6qbhNIrmZoubG95QldBUmJuUzA/edit?usp=sharing