“The wrong place”, un’inchiesta sulla morte di Andrea Rocchelli e Andrej Mironov

Sono passati quasi sei anni dalla tragica uccisione in Donbass, Ucraina, del  giornalista italiano Andrea Rocchelli e del suo collega russo Andrej Mironov. Un gruppo di giornalisti italiani e ucraini vogliono ricostruire minuziosamente la vicenda, perché nonostante la condanna di un soldato ucraino, sembra che il caso non sia ancora completamente risolto. I colleghi hanno preso in mano le carte del processo e rileggendole hanno trovato delle anomalie. Così sono andati sul posto per effettuare verifiche, cercare testimoni, confrontare deposizioni e incrociare i dati forniti dagli strumenti usati per i rilievi sul campo. “La chiarezza in casi così dolorosi è fondamentale”, affermano i giornalisti che hanno promosso l’inchiesta: Cristiano Tinazzi, Olga Tokariuk, Danilo Elia e Ruben Lagattolla.

Ho deciso di sostenere questa loro inchiesta e di rilanciare qui sul mio blog il loro progetto, per il quale hanno organizzato un crowdfounding sulla piattaforma Produzioni dal basso. Il lavoro di inchiesta è particolarmente impegnativo e lo è ancora di più quando si è freelance e ci si organizza il lavoro da soli.

“Questa è la storia di due giornalisti, Andrea Rocchelli, italiano, e Andrei Mironov, russo, uccisi il 24 maggio 2014 nel Donbas, in Ucraina. Un soldato ucraino, Vitaly Markiv, è stato accusato della loro morte e condannato a 24 anni di carcere in Italia. Sembra un caso risolto, eppure non lo è. Non lo è, non fino in fondo.

Siamo Cristiano Tinazzi, Olga Tokariuk, Danilo Elia e Ruben Lagattolla, un gruppo di giornalisti italiani e ucraini. Attraverso le testimonianze di fotografi, testimoni e giornalisti presenti in quei giorni, vogliamo ricostruire minuto per minuto quello che è successo, perché spesso i giornalisti, soprattutto i freelance, devono spingersi oltre, più avanti degli altri, per poter fare e vendere le loro foto e i loro articoli. Anche a rischio estremo della loro vita.

Un caso diventato politico, che ha visto accusato e condannato un solo soldato dell’esercito ucraino con doppia cittadinanza, giudicato colpevole dalla giustizia italiana.

Ma è stato veramente lui?

In guerra si muore, muoiono civili, soldati e operatori dell’informazione.

A volte basta solo trovarsi nel momento sbagliato e nel posto sbagliato.

Ci serve il vostro aiuto per completare il documentario. Siamo un gruppo di giornalisti indipendenti e vogliamo finanziare la produzione tramite una campagna di crowdfunding.

I fondi della campagna serviranno a sostenere la produzione in Italia, Ucraina, Francia, Inghilterra e Russia, la post-produzione e la distribuzione del documentario”.

Qui tutti i dettagli su come sostenere il progetto: https://www.produzionidalbasso.com/project/the-wrong-place-nevdale-mistse/#ITALIANVERSION

 

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