“No silent witnesses” – Abusi contro i bambini nelle carceri siriane

In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani 2019, l’organizzazione non governativa Lawyers and Doctors for Human Rights (LDHR) ha diffuso il 12 dicembre scorso un nuovo report sulle violazioni contro i bambini nelle carceri siriane. “No Silent Witnesses: Violations against Children in Syrian Detention Centers”, questo il nome del dossier, si basa su 10 testimonianze di bambini che sono stati imprigionati e sono sopravvissuti alle torture, e di altri 25 che hanno subito direttamente o sono stati testimoni di violenze, in 10 diverse strutture detentive siriane, tra cui la prigione di Adra e l’Airforce Intelligence Al Mezzeh Branch di Damasco. Non ci sono foto nel documento, ma disegni dell’insegnante e artista Marc Nelson, che ha illustrato scene di torture basandosi sui racconti dei testimoni.

Marc Nelson for No silent witness

Il titolo dell’agghiacciante documento è una citazione di Carol Bellamy, Executive Director of Unicef dal 1995 al 2005: “Quando le vite e i diritti dei bambini sono in gioco, non ci devono essere testimoni silenziosi“.

Il documento denuncia il ricorso a pratiche feroci contro i minori, tra cui scariche di scosse e abusi sessuali, nonostante la Siria abbia ratificato numerose convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia. A nessuno dei minori in stato di detenzione, si legge, è mai stato permesso di incontrare un legale o un familiare. Si elencano abusi di vario genere e si evidenzia l’impatto devastante di queste pratiche orribili non solo sul fisico delle piccole vittime, ma anche sulla loro salute mentale, anche dopo il loro rilascio. Sin dalle prime pagine viene spiegata la metodologia usata per redigere il report e l’obiettivo di denunciare i crimini contro i minori, di cui viene tutelata l’identità, al fine di produrre documentazione per perseguire i responsabili. Sono contenuti diversi appelli tra cui quello rivolto al governo siriano, affinché ponga fine alle violazioni e agli abusi, e quello all’indirizzo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, affinché crei una commissione di inchiesta dedicata.

Marc Nelson for No silent witness2

Da No Silent Witness: ‘Rawan aveva 17 anni quando è stata arrestata. è stata liberata un anno e un mese dopo. Durante il periodo di detenzione, ha subito un aborto spontaneo, ha avuto diversi problemi di salute (dolori renali acuti, mal di stomaco, costipazione ed emorroidi) e ha subito una crescente violenza sessuale da parte di uno dei suoi carcerieri. Rawan si sente come se sia stata arrestata da bambina, ma sia stata rilasciata come una donna anziana e malata. Sta ancora lottando per separare se stessa dalla condizione detentiva. “Mi sento come se la mia anima sia ancora lì, come se solo il mio corpo si sia allontanato”‘. (Pag 44)

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