Il coraggio delle bambine siriane: “Non potrete ucciderci con l’ignoranza”

IMG_20151213_23310512 dicembre 2015, Douma – Sulla città a nord est della capitale Damasco piovono bombe dell’aviazione russa. L’attacco è massiccio e dura da diversi giorni e gli obiettivi colpiti, contrariamente a quanto dichiara certa propaganda, sono tutti civili. Gli abitanti del posto sono ormai meno della metà di quanti erano prima del 2011: migliaia sono caduti, altrettanti sono fuggiti. Eppure, nonostante l’immensa distesa di macerie faccia pensare a un luogo ormai morto, a Douma continuano a vivere bambini, donne, giovani, anziani che cercano di lottare disarmati per la propria sopravvivenza.

Nelle aule della locale scuola media femminile, una delle poche risparmiate dalle bombe,  e non ancora occupata dagli sfollati, alcuni insegnanti e i loro studenti tengono viva l’istruzione. Si va a scuola attraversando strade ormai disseminate di macerie, spesso affrontando la minaccia dei sequestri e dei cecchini appostati sui tetti e, come è avvenuto la mattina del 12 dicembre, con il rombo degli aerei militari che riempie il cielo. Non c’è corrente elettrica, non ci sono riscaldamenti; molte bimbe non hanno più quaderni e matite colorate, ma la voglia, il bisogno e il sogno di completare il proprio percorso formativo le spinge a studiare affrontando ogni difficoltà e minaccia. Lottano per la propria dignità e per poter scrivere la parola futuro sul diario della loro vita. Ma la vita in Siria, tra le bombe del regime, le esecuzioni sommarie, gli atti di terrorismo e ora le incursioni aeree russe e di altre nazioni, è appesa ad un filo.

Sulla scuola di Douma piovono ordigni dell’aviazione russa: si contano oltre quaranta vittime nel quartiere. Molte sono proprio le bambine della scuola media femminile. Morte davanti alle proprie compagne di studio, davanti ai propri insegnanti. Morte con matite colorate in mano e parole da scrivere sui quaderni bianchi. Morte rincorrendo quello che in Siria, per molti bambini, è ormai solo un sogno: studiare.

Le immagini sono drammatiche: sui banchi, nel cortile di ingresso, nei corridoi, ovunque c’è sangue e ci sono i corpi martoriati delle piccole studentesse. Piccole martiri che hanno lottato fino all’ultimo per la propria istruzione, per la propria dignità e per la propria vita. Bambine indifese colpite senza pietà, mentre la propaganda continua a raccontare di colpire i terroristi. Ma i mandanti del terrorismo non colpiscono mai se stessi. La macchina della guerra in Siria mira deliberatamente a compiere massacri di civili.

Poche ore dopo la strage gli insegnanti e le bambine sopravvissute hanno dato vita ad un sit in sulle macerie della loro stessa scuola. Cartelli in arabo e in inglese dove rivendicano il proprio diritto allo studio, il proprio diritto alla vita e denunciano le atrocità di quello che hanno subito. È commuovente la loro dignità, è impressionante il loro coraggio. Sui loro volti è dipinto il dolore, ma si coglie anche la ferma volontà di non piegarsi alla violenza. Uno dei cartelli, infatti, recita: “Non potrete uccidermi con l’ignoranza, io imparerò”; su un altro è scritto: “Voglio tornare a scuola”. Queste sono le piccole Malala di Siria. Queste sono le piccole donne siriane.

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Siria, tra macerie e speranza: incontro a Recanati

siriaDal 18 al 20 dicembre presso l’associazione Altraeco mostra fotografica della giornalista siriana, incontro con l’autrice e laboratori a tema 

L’Associazione Altraeco, in occasione della giornata internazionale dei migranti, ha l’onore di ospitare nelle sua sede in via Campo dei Fiori a Recanati la mostra “Siria: tra macerie e speranze” della giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan. La mostra ha già attirato l’attenzione dell’ordine dei giornalisti delle Marche che lo scorso marzo alla Mole Vanvitelliana di Ancona, ha attribuito ad Asmae il premio “A passo di notizia”, per il valore dei suoi reportage nelle città siriane. L’idea della mostra, che propone fotografie realizzate nelle aree di conflitto, nasce dalla volontà di mostrare il vero volto delle città inaccessibili ai giornalisti stranieri, e di rendere omaggio a tutti i reporter caduti per documentare cosa accade in Siria. L’inaugurazione è prevista per venerdì 18 dicembre, ore 18.30. Sabato 19 dicembre, negli stessi locali della mostra, dalle 16.00 alle 18.00, in collaborazione con i ragazzi del Centro Fonti San Lorenzo di Recanati e del Centro Giovanile Frog di Porto Recanati, verrà organizzato un laboratorio dal titolo migrAzioni. Si cercherà di entrare nel vivo di un tema quanto mai attuale in questa fase storica, per approfondirlo e affrontarlo a partire da prospettive più ampie di come siamo abituati.
Domenica 20 dicembre, alle 17.30, la mostra si arricchirà della presenza dell’autrice, che in un incontro a tu per tu con il pubblico cercherà di fare un po’ di chiarezza sulla realtà siriana prima e dopo il conflitto, lei di cittadinanza italiana ma con il cuore sempre rivolto alla sua amata Siria. Con questo invito Altraeco intende dare il giusto rilievo ad una problema a lungo avvolto dalla coltre dell’indifferenza, come Asmae stessa denuncia: “I nostri figli muoiono due volte: la prima per mano del regime, visto che imparano sin da piccoli cos’è la tortura, cosa vuol dire morire per un’infezione di un proiettile, e la seconda per colpa dell’indifferenza del mondo”.

A fine serata ci sarà spazio per un po’ di contaminazione tra culture con aperitivo, musica e danze dell’Accademia di danza orientale e letture a cura di Marta Ricci

ASMAE DACHAN è nata ad Ancona e vive a Rosora, ma è originaria di Aleppo. Specializzata in Diritto Islamico, si è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università “Carlo Bò” di Urbino. Caporedattrice del mensile marchigiano Mondo Lavoro e freelance sulla Siria, è membro fondatore di Onsur – Campagna Mondiale di Sostegno al Popolo Siriano. Vincitrice del premio Universum Donna (2013), è stata nominata a vita dall’Università della Pace della Svizzera italiana Ambasciatrice di pace.

 
Associazione Altra Eco Centro altrAeconomia Recanati
Via Campo dei fiori 
Ingresso Villa Colloredo alta