La Siria e la crisi dei rifugiati in Europa spiegate in un video

cartina vittime e profughiQuanti sono i siriani che cercano asilo in Europa? Da cosa fuggono?

Un video spiega le origini della crisi in Siria, le proporzioni del dramma, la realtà in Europa, i numeri e le prospettive dell’attuale crisi dei rifugiati in Europa. Perché hanno tutti i telefonini? Vengono qui a colonizzare il Vecchio Continente e imporre la loro religione? O cercano, semplicemente, di sopravvivere?

Siria, il racconto per immagini delle ultime stragi taciute

22 23Aleppo, 22 settembre 2015

I sopravvissuti di un bombardamento governativocolpi in un quartiere residenziale cercano i propri cari. Inizia la conta dei morti. Lo strazio di genitori sopravvissuti ai figli.

Homs, 26 settembre 2015

Quartiere assediato di Al Waer. Nel terzo giorno della festività musulmana di Eid Al Adha decine di bambini sono riuniti in un giardino pubblico. Oltre trenta piccoli innocenti rimangono uccisi dalle bombe sganciate da un velivolo militare. Si contano più di 50 feriti.

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Homs, strage di bambini in un quartiere assediato

8405da0d57a205550eedb8a873d39c90_XLIl portale indipendente siriano http://www.shaam.org ha reso noto che nel pomeriggio di oggi il quartiere assediato Al Waer, nel cuore della città di Homs è stato colpito da una pioggia di ordigni.

Le bombe sono cadute su un parco giochi affollato di bambini, provocando una strage tra i piccoli intenti a giocare in occasione del terzo giorno della festività di Eid Al Adha. Si contano almeno 20 vittime e 50 feriti gravi.

Il corrispondente sul posto ha dichiarato che il bilancio si aggraverà in quanto molti corpi sono rimasti smembrati e i soccorritori non hanno potuto procedere con il recupero di tutti i resti umani. La stessa fonte ha riferito che mentre erano in corso le prime operazioni di aiuto da parte della Protezione Civile e di volontari accorsi sul posto, alcuni mezzi militari hanno aperto il fuoco sui soccorritori, costringendo gli stessi alla fuga.

“Perdere la propria libertà per la libertà degli altri”

20150926_072022A volte proviamo a colmare il vuoto lasciato da persone amate che non ci sono più cercando i luoghi che frequentavano, ascoltando le canzoni che amavano, andando alla ricerca dei profumi che rendono vivo il loro ricordo.

Qualche settimana fa, durante la mia ricerca di qualcosa che mi parlasse di mia sorella Noura, che mi facesse vivere l’emozione di essere insieme a lei, mi sono fermata davanti alla sua libreria. Centinaia di volumi chiusi, messi in ordine  con libri in seconda e terza fila. Autori internazionali, generi diversi, collane. Ne ho preso alcuni lasciandomi ispirare dai titoli. Ho iniziato a leggerli la sera, prima di dormire, lottando contro il fantasma del blocco della mia penna, quando il lutto personale e quello collettivo per la Siria si sovrappongono e diventano un tutt’uno… Mi è sembrato di tuffarmi in una parte a me sconosciuta della sua vita, di vivere luoghi, vicende, emozioni che lei ha vissuto prima di me.

Ho iniziato a leggere ‘Il dolore perfetto’, di Riccarelli Ugo, Premio Strega 2004. Oltre alla sensazione di essere lì con Noura a leggere insieme, come quando eravamo liceali spensierate, mi è sembrato di cogliere, già dalle prime righe, alcuni messaggi di grande attualità, legati in qualche modo anche a ciò che accade in Siria. Sono rimasta colpita da queste parole:

Salvatore sparì e al suo posto vide il suo ragazzo, bello, giovane, col diploma di maestro e la schiena squarciata da un colpo di fucile. Perché quella è la fine di chi vuole cambiare il mondo, mettere i cafoni al posto dei padroni, e perdere la ragione e il sonno, la propria libertà per la libertà degli altri, che sia maledetta. Vide il suo ragazzo rigido di morte, disteso su una spiaggia di Milano, e le lacrime gli riempirono gli occhi. Fu la voce della moglie a riportarlo nella stanza, lei che lo toccava con dolcezza”.

Ho visto tra le righe i volti e le storie di tanti giovani siriani che ho conosciuto in questi anni, ragazze e ragazzi che volevano cambiare il mondo, sconfiggere il regime con la sola forza delle loro voci, che hanno perso la ragione e il sonno, la propria libertà per la libertà degli altri, come i giovani descritti nel romanzo di Riccarelli, anche loro ormai rigidi di morte, sulle spiagge di Aleppo e di Hama, come su quella spiaggia di Milano…

In queste parole ho colto il dolore soffocato di chi crede nella cultura e nei rapporti umani e si oppone alla tirannia, per ritrovarsi con la schiena squarciata da un colpo di fucile, ucciso spesso due volte. Ucciso dalle armi, ucciso dall’indifferenza e dalla menzogna. Giovani vittime nella carovana dei martiri della libertà, dove la prima vittima è la verità, violentata e occultata senza pietà.

Ancora una volta Noura torna a indicarmi la strada della Siria, ricordandomi che non posso abbandonarla anche quando la ferita brucia terribilmente.

Aleppo, strage di civili al mercato. Non si arrestano i bombardamenti del regime

Nel giorno in cui il mondo celebra la Giornata Mondiale della Pace, il 21 settembre, in Siria continua il massacro dei civili.

Nel pomeriggio di oggi i bombardamenti aerei del regime hanno colpito il quartiere residenziale di AlShaar, ad Aleppo, colpendo il mercato affollato di civili. Decine di donne, bambini, anziani e uomini sono rimasti uccisi e feriti dallo scoppio dei cosiddetti ‘ordigni elefante’. Le deflagrazioni hanno provocato vittime e danni anche a palazzi e negozi dell’affollata via.

Sul posto sono intervenuti i volontari del Syrian Civil Defence, prestando soccorso ai feriti, estraendo vittime dalle macerie, dalle case e dalle auto incendiate.

Secondo il Syrian Network for Human Rights, la principale causa di morte in Siria continuano a essere i bombardamenti aerei. E mentre si moltiplicano le dichiarazioni di sostegno al regime siriano, con le promesse iraniane e russe di inviare nuovi uomini e mezzi, con il pretesto di colpire l’Isis, i civili siriani sono ancora bersaglio di attacchi e violenze da parte del loro stesso governo. Uccisi dalle armi pagate con le loro stesse tasse.

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Il silenzio che avvolge questa ennesima strage di innocenti è di sostegno alla propaganda di Assad, che sulla scena internazionale, millantando la sua contrarietà al terrorismo, sta riconquistando consensi. La diplomazia mondiale sembra cieca di fronte a queste violenze e sembra che in Siria ci sia uno scontro a due, da un lato il regime, dall’altro Isis e che si debba necessariamente scegliere tra il minore dei mali. Ma Assad e Isis sono ile due facce della stessa medaglia: il primo commette atti di terrorismo di Stato, i secondi sono artefici di terrorismo internazionale. E i milioni di siriani che stanno subendo tutto questo? La realtà è che esiste una società civile siriana che vuole vivere, che chiede il rispetto dei propri diritti umani e l’apertura di corridoi umanitari, che è contraria ad Assad e altrettanto contraria all’Isis, che è vittima di entrambi e invisibile alla diplomazia del mondo, che non vuole il minore dei mali, ma la scelta di un sostegno concreto alla popolazione.

Le immagini che seguono sono scioccanti, ma è doveroso pubblicarle per denunciare e raccontare cosa sta accadendo in queste ore in Siria.

+18 Immagini consigliate ad un pubblico di soli adulti

Il dramma dei profughi siriani arrestati

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Filo spinato e fucili, poi le manette. Il silenzio del mondo e la complicità dell’indifferenza.

Migliaia di civili siriani in fuga da un Paese che ormai non esiste più si stanno imbarcando su carrette del mare che spesso diventano le loro tombe, oppure attraversano il vecchio continente per cercare di raggiungere il nord Europa. Lo fanno a piedi, perché sembra che non esistano più pullman o treni che li possano caricare. Giovani uomini e donne disperati, insieme ai propri figli, in un pellegrinaggio della speranza che si traduce spesso in tragedia. Per loro non c’è più spazio nelle nazioni limitrofe e la fuga continua inesorabile.

Sul loro cammino insidie e ostacoli, filo spinato e muri, ma anche lacrimogeni, manganelli e manette. In Ungheria sono già centinaia i siriani  tratti in arresto. Famiglie di profughi che pur di mettere in salvo i propri figli e cercare di dare loro un’opportunità, la sacrosanta opportunità di vivere, tentano il tutto e per tutto. Le televisioni internazionali stanno riprendendo in diretta le immagini drammatiche, inspiegabili, di esseri umani disarmati a cui dovrebbe essere riconosciuto lo status di profughi, che vengono invece trattati come criminali.

Di seguito le immagini trasmesse lo scorso 28 agosto dall’emittente satellitare siriana indipendente Orient, con scene strazianti che ritraggono il calvario delle famiglie in fuga. In particolare, dal minuto 1:21 si vede la drammatica sequenza in cui una giovane coppia con la propria figlia viene tratta in arresto dalla polizia ungherese dopo aver attraversato il filo spinato.

Sui volti dei due adulti lo strazio, la paura, l’incredulità, ma è l’espressione della piccola quella più emblematica, che urla il suo dolore per un mondo di adulti senza pietà. Questa bimba in Siria ha conosciuto l’orrore delle bombe e degli spari, ha subito il furto della sua infanzia e spensieratezza, ha provato cosa vuol dire la fuga prima in un  Paese, poi in un altro e ora tocca con mano cosa vuol dire la crudeltà della politica, che ai profughi mette le manette.

Sempre di più il dramma siriano sembra bussare alle coscienze del mondo, chiedendo un’immediata e non più rinviabile apertura di corridoi umanitari. Ma tutto ancora tace, mentre si definisce sempre meglio un progetto internazionale ben preciso, che mira a ridisegnare per sempre il profilo geopolitico della millenaria terra Siria, sacrificandone la popolazione.