Morire sotto le macerie della propria casa – Video

Hama aprile 2013L’ultima giornata di aprile 2013 si chiude con un bilancio di vittime pesantissimo: sono 173 i morti registrati nelle varie città della Siria. A diffondere, come ogni sera, questo drammatico dato è il Coordinamento dei comitati locali in Siria, che raccoglie le informazioni che giungono dai diversi distretti. Tra le vittime ci sono 6 donne, 9 bambini e 14 persone decedute a seguito delle torture subite. Le località bombardate oggi sono state 347.  Solo nella città di Hama hanno perso la vita 53 persone.

Proprio a Hama si riferiscono le dolorose immagini del video sottostante, che documentano la tragedia di decine e decine di civili inermi, nel quartiere Hay Aljib, uccisi nel crollo delle loro stesse case, colpite dagli ordigni del regime.

 

 

Ahmad, profugo siriano in Libano, si dà fuoco per la disperazione – Video

Località di Barbur – Beirut

Ahmad profugo in LibanoAhmad Mohamed Alyoussef è un giovane ventenne siriano che sta lottando contro la morte. E’ il maggiore di 9 fratelli e con la famiglia è fuggito dalla Siria dopo che il regime ha distrutto la lorocasa. La condizione di profughi in Libano è certamente difficile: non c’è la possibilità di lavorare e ci si deve accontentare degli aiuti, vivendo stipati tutti in un’unica stanza. Oppresso dai debiti e preso dalla disperazione Ahmad ha deciso di farla finita: lo scorso 28 aprile si è cosparso di benzina e si è dato fuoco. Le telecamere di sorveglianza del negozio dove è entrato ormai avvolto dalle fiamme hanno ripreso le drammatiche immagini del giovane, ormai diventato torcia umana, che chiedeva aiuto.

Secondo il racconto di alcuni conoscenti, Ahmad voleva cercare un lavoro e per questo aveva preso in affitto un’auto, per tentare di andare in città, ma una volta a bordo aveva avuto un incidente stradale; la compagnia assicurativa gli ha chiesto i danni, per una cifra che ha mandato il giovane in delirio, tanto da spingerlo al folle e disperato gesto.

Increduli e impotenti i suoi genitori chiedono misericordia e chiedono che le autorità facciano qualcosa per aiutarli ad estinguere il debito con l’assicurazione e per mantenere gli altri 8 figli. Secondo i medici la situazione di Ahmad è molto grave: ha ustioni di terzo grado su quasi tutto il corpo.

Un dramma che si aggiunge al dramma. Anche queste sono vittime del regime di assad. Anche questi sono innocenti che soffrono per la follia di un governo che invece di tutelare il suo popolo, preferisce massacrarlo.

Bollettino e video di una giornata di morte – Homs 30 aprile 2013

Comitati di coordinamento locale in SiriaGli avvenimenti più importanti per oggi 30 aprile 2013, nella città di Homs, capitale della rivolta siriana.

Intensi bombardamenti con ogni tipo di arma hanno interessato la città, causando feriti e martiri; diversi scontri tra esercito libero ed esercito di assad.

Homs è sotto assedio da 324 giorni, nella città mancano i generi di prima necessità, acqua, luce, gas, corrente elettrica, cibo, medicine, personale medico.

Le zone bombardate:

Bab al Dirab, Bab Tadmor, Bab Hud, il mercato coperto, Karam Shamsham, Suq al Naura, Bani Sbai, Jiub al Jiandali, al Khaldie, Jiuret al Shaiah, al Hamidie, al Qarabis, al Rastan, Tadmor, Jiandar, al Houla, al Qsair, , Talbiseh, Warsha, al Safsafa, Abl,al Dar al Kabira, al Ghanto, , al Buiada al Shariqia,al Khaldie, Wadi al Saiah.

 

I martiri:

1) Ahmad Marwan al Shahqabi/ Homs/ morto a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

2) Mustafa al Shahqabi Homs/ morto a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

3) Ferial Hasan al Agha Homs/ morta a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

4) Mahmoud Owad al Ali Homs/ morto a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

5) Huda Marwan al Shahqabi/ morta a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

6) Raj’a Samira al Hasari/Homs/ morta a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

7) Baraa Mohammad al Ali/Homs/ morta a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

8) Marwa Mahmoud al Ali/ Homs morta a causa dei bombardamenti a Hama http://youtu.be/ayi3PY2tYwU

9) Mohammad Mohye el Din Darwish/ morto nelle carceri di assad dopo essere stato torturato, era stato arrestato 3 settimane fa

10) Moustafa Baruk/ al Rastan/ morto nelle carceri di assad dopo essere stato torturato

11) Ralas Maluk/ al Waer/ morto a causa dei un colpo di mortaio

12) Abdallah Mohammad Said al Taleb/ al Qusair/ morto a causa delle gravi ferite riportate nella battaglia per l’aeroporto.

I video:

Homs- parte assediata i bambini nell’assedio

al Khaldie- incendi nelle case a causa dei bombardamenti

i bombardamenti sulle case dei civili

al Rastan- distruzione a causa dei bombardamentihttp://youtu.be/F4WwzRoN8y0

al Dar al Kabira- distruzione delle abitazioni a causa dei bombardamenti http://youtu.be/t8YsehPZWi4

al Dar al Kabira- bombardamenti http://youtu.be/yEH3KU2YMy4

Tadmor- Al Palmyra bombardamenti sui campi agricolihttp://youtu.be/GaH5ddVnpwo

Al Ghanto- bombardamenti sulla zonahttp://youtu.be/aoXMmatoT7Q

Traduzione in italiano a cura di @rosa88

Un altro padre che non tornerà mai più

28 aprile 2013 – Homs, località di Al Khaldeya

28 aprile 2013 martire Marwan Al baqaliMarwan Al Baqaii era un uomo di Homs, un quarantenne padre di 3 bambine. Tre mesi fa le milizie di assad lo hanno arrestato arbitrariamente. Oggi la famiglia ha ricevuto la notizia più triste: Marwan è stato ucciso: è morto sotto tortura nelle prigioni del regime.

Un’altra vita spezzata: Un’altra famiglia spezzata. Tanti sogni e tante speranze cancellati dalla crudeltà di uomini senza cuore, che mirano a radere al suolo Homs per farne un corridoio sul Mediterraneo e far contenti i propri alleati.

Riposa in pace Marwan, c’è ancora una parte dell’umanità che ha cuore e si prenderà cura dei tuoi tre angeli.

 

 

Il bambino di Homs che combatte il regime facendo il pane

20 aprile 2013 – Homs, quartiere assediato di Assafsafa

il bambino panettiereUn bambino di dieci anni circa stende con un mattarello la pasta per fare il pane. “Cosa stai facendo?”  – gli chiede il giovane che fa le riprese – “Sto facendo il pane per la mia famiglia e per i giovani dell’ESL. Il regime ci ha impedito di vivere normalmente, ci ha impedito di andare a scuola, ma Dio è stato generoso con noi e mi ha dato la possibilità di rendermi utile, di fare il pane per la gente; ci sono tante persone che sono fuggite, donne e uomini e tante altre sono invece rimaste e stanno resistendo, si stanno sacrificando”. “Cosa vorresti dire ai giovani che sono fuggiti”? “Vorrei dire loro che non abbiamo più bisogno del loro aiuto, il nostro aiuto arriverà da Dio. Per me chi è fuggito non è un vero uomo: si resiste rimanendo qui, si combatte rimanendo qui. A bashar al assad dico che noi restiamo e che il regime cadrà, non potrà nascondersi assad”.

La storia di questo bambino è toccante, è toccante il suo atteggiamento, lo sono anche le sue parole; non dice che il regime gli ha impedito di giocare, ma si rammarica del fatto che gli abbia impedito di studiare. Non si lamenta del fatto che debba lavorare, non chiede aiuto. E’ deluso di coloro che sono fuggiti e promette che resisterà. Lui, come migliaia di altri bambini siriani, è stato costretto a diventare uomo prima del tempo.